SOFIYA MELNYK È MORTA/ Giallo di Cornuda: il legale della famiglia Albanese, “non sappiamo nulla”

- Niccolò Magnani

Sofiya Melnyk è morta, ritrovata in un dirupo sul Monte Grappa: giallo Cornuda aperto, si attendono esami autopsia per la conferma su cadavere, uccisa in un altro luogo e gettata nel dirupo?

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Sofiya Melnik e Pascal Albanese

Il cadavere sfigurato che si sospetta essere quello di Sofiya Melnyk è stato portato all’obitorio dell’ospedale di Treviso. Trovato in posizione fetale e vestito, il corpo è stato devastato dai morsi degli animali, secondo Il Mattino di Padova. All’origine dell’omicidio della 43enne ucraina scomparsa il 15 novembre scorso da Cornuda, nel Trevigiano, potrebbe esserci un movente sentimentale. Tre uomini stavano frequentando l’interprete prima che sparisse. In merito a eventuali notizie relative al ritrovamento del corpo di donna sfigurato in un dirupo del Monte Grappa, la risposta dell’avvocato Chiara Rinaldi, legale della famiglia di Pascal Daniel Albanese, che si è suicidato dopo aver denunciato la scomparsa della compagna, è stata laconica: «Nulla di nulla». Sarà il medico legale Alberto Furlanetto, lo stesso che ha fatto l’esame autoptico sul 50enne suicida, ad eseguire l’autopsia sul corpo della donna tra domani e giovedì. (agg. di Silvana Palazzo)

SOFIYA UCCISA IN UN ALTRO LUOGO E POI GETTATA NEL DIRUPO?

Non sembrano esserci dubbi sulla morte di Sofiya Melnyk, ritrovata la vigilia di Natale in un dirupo all’altezza del terzo tornante del Grappa, la Strada Cadorna che parte da Semonzo, in comune di Romano d’Ezzelino (Vi). L’autopsia sarà effettuata forse tra domani e giovedì, anche se gli investigatori si dicono sicuri che quel corpo in forte stato di decomposizione ritrovato da un gruppo di cacciatori due giorni fa sia proprio quello della 43enne ucraina scomparsa da un mese e mezzo. Con l’esame autoptico si cercherà di risalire alle cause della morte, ma intanto i carabinieri hanno fatto sapere che la pista privilegiata della compagna di Pascal Daniel (morto suicida qualche giorno dopo la scomparsa e primo indiziato ad essere il killer di Sofiya) vedrebbe il delitto in un altro luogo, probabilmente vicino a Cornuda dove è stata ritrovata la sua auto (non distante dalla casa del compagno) e poi il corpo gettato nel burrone solo in un secondo momento. Come riporta Il Mattino di Padova questa mattina, «Di certo chi ha lanciato il corpo nel dirupo era a conoscenza del fatto che si tratta di una zona poco battuta, frequentata prevalentemente dai cacciatori. Questi particolari rafforzano ancor più l’ipotesi degli investigatori di un omicidio-suicidio: l’albanese, stanco dei tradimenti, potrebbe aver ucciso la compagna, liberandosi del corpo e poi uccidendosi».

TANTI DUBBI ANCORA RESTANO

La morte di Sofiya Melnyk ormai non sembra aver più alcun dubbio, con il mistero di Cornuda che però rimane del tutto aperto: si indaga sull’uomo che si è suicidato e poi su almeno altri due uomini coinvolti in vicende amorose poco chiare proprio con la bella ucraina uccisa. A dare la denuncia della scomparsa non fu il compagno Daniel Pascal ma un 70enne emiliano, che si è definito amante della donna da oltre 9 anni. Ma pare che un altro uomo, il terzo – un medico radiologo – avesse fatto breccia nel cuore di Sofya che era pronta a lasciare sia Daniel che il 70enne per stare con lui (qui tutte le trame sulla sua morte e le ipotesi in campo della Procura). Nel frattempo, la comunità della provincia di Treviso resta shoccata ancora una volta alla vigila di un Natale nel sangue. Il ritrovamento di Sofiya porta alla memoria un’altra vigilia di Natale funesta, «il 24 dicembre di 10 anni fa era stato trovato in uno scantinato di Bassano del Grappa il corpo di Iole Tassitani, la figlia del notaio di Castelfranco. La donna era stata rapita il 12 dicembre e poco dopo uccisa e fatta a pezzi», segnala il Corriere della Sera Veneto.

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