Anna Muzychuk boicotta l’Arabia Saudita/ La campionessa di scacchi: “Negate i diritti alle donne”

Anna Muzychuk boicotta l’Arabia Saudita: la campionessa mondiale di scacchi non parteciperà al campionato, “non voglio indossare veli ed essere scortata”

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Anna Muzychuk (Facebook)

Anna Muzychuk boicotta l’Arabia Saudita. Sta facendo il giro del web, e dunque del mondo, la dichiarazione della campionessa mondiale di scacchi: tramite un lungo post su Facebook, l’ucraina ha annunciato di non partecipare in Arabia Saudita al campionato “King Salman”. “Non voglio giocare in un Paese dove la donna non è considerata al pari degli uomini”, questo il commento della Muzychuk, che non parteciperà al Rapid and Blitz Chess Championship, perdendo così la possibilità di mettere le mani su un enorme montepremi e, di conseguenza, i suoi titoli mondiali di rapid e blitz, vinti esattamente un anno fa. Oltre ad Anna, anche la sorella Mariya Muzychuk ha deciso di non prendere parte all’evento in programma in Arabia Saudita per solidarietà. Una rinuncia economica importante dunque (“In cinque giorni avrei potuto guadagnare più che in una dozzina di eventi combinati”), ma necessaria per esprimere la sua visione democratica del mondo, in difesa delle donne e del loro status nel Paese asiatico.

ANNA MUZYCHUK BOICOTTA L’ARABIA SAUDITA

Nel lungo post pubblicato lo scorso 23 dicembre 2017 tramite la propria pagina Facebook, Anna Muzychuk ha voluto sottolineare i motivi della sua rinuncia al campionato di scacchi che si terrà nei prossimi giorni in Arabia Saudita: “Non voglio portare l’abaya (la tunica d’ordinanza in alcuni paesi musulmani, ndr) e non voglio sentirmi una creatura di seconda categoria”. Continua la ventisettenne ucraina, sottolineando le rinunce alle quali dovrà andare incontro ma sottolineando i principali paletti che l’hanno portata a scegliere questa strada: “Tra pochi giorni perderò i miei due titoli mondiali, uno ad uno. Solo perché ho deciso di non andare in Arabia Saudita, di non giocare con le regole di altri, di non mettermi l’abaya, di non dover andare per strada accompagnata da qualcuno per non sentirmi una persona secondaria. Sono preparata a lottare per i miei principi e saltare questo mondiale. Tutto ciò è assai molesto, ma la cosa più terribile è che a nessuno interessi”.



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