Massacrato per una lite di condominio/ Video, uomo ridotto quasi a un vegetale: aggressori impuniti (Le Iene)

- Emanuela Longo

Massacrato per una lite in condominio: il racconto choc di una moglie e dei suoi 4 figli inermi mentre il padre veniva picchiato nel cortile del proprio condominio per una banale lite.

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Massacrato per una lite di condominio

Vivere imprigionati nel proprio corpo, come un vegetale, senza possibilità di comunicare o muoversi. E’ quanto accaduto ad un uomo di 40 anni, costretto in questa condizione da ormai un anno e mezzo dopo essere stato letteralmente massacrato sotto gli occhi dei suoi quattro figli. La sua storia è stata raccontata ieri nel corso della trasmissione Le Iene dall’inviata Nina Palmieri e non è solo quella di un uomo vittima dell’inaudita violenza ma soprattutto una storia assurda per i risvolti giuridici che ha avuto in quanto, a distanza di oltre un anno, i responsabili di questo massacro sono rimasti impuniti, le indagini sono ancora in corso e nessun processo è iniziato per rendere giustizia al 40enne ed alla sua famiglia, completamente distrutta dal dolore. Ex militare e gran lavoratore: così lo ha descritto la moglie che ricorda però come, nonostante fosse sempre impegnato con il lavoro, lui trovasse comunque il tempo da dedicare alla sua famiglia. Tutto ha inizio nella primavera di un anno fa in un piccolo paese di provincia dove da anni l’intera famiglia vive, all’interno di un piccolo condominio, dopo essere giunta dall’Europa dell’Est. Al piano di sotto abitano tre fratelli con le relative famiglia, anche loro dell’Est. I rapporti tra i condomini erano inizialmente buoni ma dopo qualche tempo iniziarono i primi screzi a causa dei differenti stili di vita: “Loro erano quasi sempre ubriachi, facevano le feste, c’era sempre la musica al massimo”, racconta la donna. Nonostante le lamentele, le provocazioni e le denunce reciproche, i mesi passano fino a giungere alle minacce di morte che spaventano l’intera famiglia.

IL RACCONTO CHOC DEI QUATTRO FIGLI

Un giorno di marzo del 2016, l’intera famiglia era riunita nella propria casa a festeggiare. Nel frattempo al piano di sotto i tre fratelli dell’Est, insieme ad un quarto fratello ed alcuni loro amici facevano baldoria incuranti dei loro vicini ed occupando l’intero spazio condominiale con panchine, barbecue e un gazebo. A quel punto il 40enne, sempre molto tranquillo, decise di intervenire una volta per tutte, scendendo in cortile e distruggendo il gazebo. La reazione dei fratelli non si fece attendere ed iniziarono a minacciare l’uomo con una mazza di ferro. Mentre la moglie cercava di placare gli animi, la figlia quasi 18enne chiamò al telefono chiedendo alla madre di andarla a prendere. L’inferno si sarebbe scatenato proprio negli attimi successivi. Mentre la donna era fuori, ricevette la telefonata preoccupante di uno dei suoi bambini che la implorò di fare presto ritorno a casa “perché era successa una tragedia”. A quel punto inizia il racconto choc dei bambini, che hanno assistito dal loro balcone a cosa stava succedendo. Proprio gli unici testimoni oculari di quel massacro, a più di un anno e mezzo non sarebbero mai stati ascoltati dagli inquirenti. A sentirli, dunque, è stata la iena Nina con la quale hanno ripercorso l’intera lite: secondo la loro ricostruzione, dopo l’uscita della madre il padre sarebbe sceso in cortile e qui probabilmente sarebbe iniziata una discussione terminata nel peggiore dei modi. Il 40enne sarebbe stato picchiato e colpito col taser ai fianchi. A quel punto uno dei quattro fratelli lo avrebbe colpito con una mazza di ferro almeno quattro volte sulla pancia, alla schiena ed alla testa. “C’era sangue dappertutto”, ha raccontato il bambino. Il padre, ancora cosciente, sarebbe poi stato buttato all’interno del garage e qui presumibilmente sarebbe continuata la brutale aggressione, il tutto mentre i tre bambini impotenti assistevano alla scena dal balcone. Quando la porta si sarebbe riaperta, i figli lo avrebbero visto steso, con il sangue in faccia e sui vestiti, ormai irriconoscibile. Dopo l’aggressione i responsabili si sarebbero allontanati mentre la figlia maggiore e la moglie arrivavano sul posto. Alla ragazzina uno degli aggressori, ridendo, avrebbe detto: “vai a salvare tuo padre che sta morendo”. Nel frattempo il 40enne veniva trasportato in ambulanza e i Carabinieri iniziavano le indagini che però risulterebbero ancora non chiuse e soprattutto senza nessun responsabile punito. Ora l’intera famiglia è rimasta da sola e da qualche giorno il proprio avvocato ha rinunciato all’incarico, trovandosi così in una situazione disperata. CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO COMPLETO



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