TRUVADA/ Cos’è la PreP, video: Nadia Toffa indaga sul farmaco anti Hiv, rivoluzione “pericolosa”?

Truvada, cos’è la PreP: il servizio ddi Nadia Toffa per Le Iene che indaga sul farmaco ancora sconosciuto in Italia ma che potrebbe rappresentare al tempo stesso rivoluzione e rischio.

04.12.2017, agg. il 18.02.2019 alle 16:42 - Emanuela Longo
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Truvada (Foto: Le Iene)

Nonostante la sua assenza a causa del grave malore che l’ha colta lo scorso sabato pomeriggio, Nadia Toffa ha confezionato per Le Iene un interessante servizio trasmesso nella prima serata di ieri. Per farlo si è recata in America dove ha potuto comprendere da vicino le potenzialità di un farmaco, in Italia ancora poco conosciuto ma dalle enormi potenzialità. Si chiama PreP, ovvero Profilassi pre Esposizione e si tratta di un vero e proprio trattamento farmacologico che in caso di contatto con il virus dell’HIV ne impedisce il contagio. Vista così rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione, anche se le conseguenze potrebbero essere comunque molteplici. Alla PreP ci si arriva utilizzando un farmaco che rientra nella consueta terapia di chi è sieropositivo, il Truvada, medicina in Italia difficilmente reperibile nelle normali farmacie oltre che molto costosa. Per capire come si potrebbe vivere in concreto se la PreP fosse realmente a disposizione di tutti, la Toffa si è recata negli Stati Uniti dove ha incontrato un medico esperto che opera in una clinica specializzata in salute sessuale, Andrew Goodman. Qui la PreP è utilizzata già da diversi anni, dal 2013, e la stessa assistenza pubblica ha compiuto un grande lavoro affinché i cittadini ne fossero a conoscenza.

IDENTIKIT DELL’UTILIZZATORE DELLA PREP

Ma a chi è destinata la PreP e soprattutto chi ne fa maggiore utilizzo negli Stati Uniti? A questa domanda ha risposto proprio il dottor Goodman che ha inserito nell’elenco i soggetti con numerosi partner sessuali, chi pur essendo fidanzato ha una relazione aperta. “Chiunque viene a chiedere la PreP”, ha spiegato, senza fare distinzione tra uomini e donne. Concretamente la PreP consiste nella presenza di due farmaci per la terapia dell’HIV messi insieme nella medesima pillola da assumere ogni giorno. In questo modo, in caso di esposizione al virus, il farmaco permette di evitarne il contagio, quindi di diventare sieropositivi. Il Truvada sarebbe utilizzato nel trattamento dell’HIV da circa un ventennio e da quando c’è la PreP non sarebbe ad oggi emerso alcun effetto collaterale. A detta del medico si tratterebbe di un farmaco molto più sicuro di tanti altri ma è ancora troppo presto per fare una stima dei benefici intravisti nei cittadini americani ma già da ora è stata evidenziata una riduzione dei contagi da Hiv. Al tempo stesso però, sono aumentate le altre malattie sessualmente trasmissibili aprendo un dubbio molto grave: con la PreP si fa più sesso non protetto? E’ proprio questa l’altra faccia della medaglia sulla quale dover riflettere. A confermare questa tendenza è stato anche un ragazzo italo americano che ha evidenziato la diminuzione nell’uso del preservativo.

LA PREP ANCHE IN ITALIA: IL SISTEMA ALTERNATIVO PER OTTENERLA

La PreP è estremamente efficace ma solo contro l’Hiv. Ciò significa che facendo sesso non protetto il rischio di prendere altre malattie resta ed anzi aumenta. “Tanto basta un farmaco e guarisci”, commenta un giovane americano. Negli Stati Uniti, di fatto, il numero di altre malattie è in costante e preoccupante crescita. Ma dunque ha senso prendere da sani un farmaco che oggi non ha controindicazioni ma del quale non si conoscono gli effetti a lungo termine? E’ realmente una rivoluzione o una minaccia? Ed ancora, cosa cambierà anche in Italia se in futuro questo farmaco dovesse giungere da noi? Le telecamere de Le Iene si sono recate da un giovane a Milano che ha ammesso di fare uso di PreP, acquistata attraverso i canali alternativi, ovvero online. Nadia Toffa ha infine intervistato Massimo Cernusci, esperto infettivologo di una Onlus tra le poche che fanno informazione sulla PreP. A sua detta la PreP non è un’alternativa al preservativo. “Tante persone recuperano il farmaco online, nessun problema. Il problema è che queste persone vanno seguite”, spiega. Una terapia eseguita senza alcun controllo, infatti, potrebbe rivelarsi molto pericolosa ed essere certo di non avere l’Hiv. In questo caso, infatti, succede che il virus diventa resistente ai farmaci, quindi immune. CLICCA QUI PER VEDERE IL SERVIZIO COMPLETO

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