CHIARA CORBELLO PETRILLO/ Processo di beatificazione per la mamma morta a 28 anni per far nascere il figlio

- Paolo Vites

E’ stato annunciato, sul sito ufficiale dedicato a Chiara Corbello Petrillo, l’inizio del processo di beatificazione che avverrà nella primavera del 2018, ecco di cosa si tratta

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Chiara Corbello Petrillo

La storia di Chiara Corbello Petrillo, la giovane mamma morta a 28 anni di età dopo aver rifiutato le cure affinché il figlio che aspettava nascesse senza problemi, è nota a moltissimi, credenti e non. Una storia che ha colpito nel profondo, per una serie di incredibili avvenimenti che hanno segnato lei e il marito, avvenimenti che la mentalità comune giudicherebbe – o giudica – come una serie di sfortune, di accanimenti crudeli. Sicuramente il dolore a cui la coppia è stata messa alla prova è stato enorme, ma come ogni dolore tutto quello che hanno vissuto appartiene alla categoria del mistero, e come tale va conservato. Quello che rende eroico questo mistero, come lo ha affrontato Chiara, è la fede limpida e chiara che nonostante il dolore porta a testimoniare la valenza della vita, in qualunque condizione. Per questo, è notizia di pochi giorni fa apparsa sul sito della Fondazione a lei dedicata, dopo che se ne era fatto menzione numerose volte, la prossima primavera comincerà ufficialmente il processo di beatificazione: “Carissimi, con immenso piacere vi informo che l’apertura del processo di beatificazione, con la quale Chiara riceverà il titolo di Serva di Dio, è prevista per la prossima primavera”.

Chiara Petrillo è morta il 13 giugno 2012, colpita da un carcinoma che aveva rifiutato di curare perché incinta. Tumore scoperto al quinto mese di gravidanza. Prima di allora la donna e il marito erano già stati sottoposti a due prove durissime: due bambini morti appena nati. La prima, Maria, che dall’ecografie era apparsa senza encefalo. L’avevano fatta nascere comunque, in modo di battezzarla. Mezz’ora dopo la piccola era morta. Poi una seconda gravidanza, un maschio questa volta, Davide che questa volta dall’ecografia si scopre essere senza gambe. Anche lui viene “fatto nascere al cielo”, morto poco dopo la nascita. E quando infine arriva la terza gravidanza, ad ammalarsi è la mamma. Francesco, il bimbo, questa volta nasce sano. Solo allora Chiara si affida alle cure, ma è ormai troppo tardi. “Nel matrimonio il Signore ha voluto donarci dei figli speciali: Maria Grazia Letizia e Davide Giovanni ma ci ha chiesto di accompagnarli soltanto fino alla nascita ci ha permesso di abbracciarli, battezzarli e consegnarli nelle mani del Padre in una serenità e una gioia sconvolgente. Ora ci ha affidato questo terzo figlio, Francesco che sta bene e nascerà tra poco, ma ci ha chiesto anche di continuare a fidarci di Lui nonostante un tumore che ho scoperto poche settimane fa e che cerca di metterci paura del futuro, ma noi continuiamo a credere che Dio farà anche questa volta cose grandi” scriveva allora Chiara. Cose grandi sono state fatte, nonostante a uno verrebbe di pensare il contrario. La prossima beatificazione di Chiara ne sarà il segno più grande, che porterà sicuramente a una successiva santificazione. Una mamma in cielo che non si sta prendendo cura solo della sua famiglia, ma di tutte le mamme del mondo. 



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