Droga nel biberon/ Roma, tentò di uccidere figlia di 3 anni per attirare l’attenzione del marito: a processo

- Emanuela Longo

Droga nel biberon: a processo con giudizio immediato la madre 29enne che un anno fa tentò di uccidere la figlia di 3 anni mettendole droga e sedativi nel biberon.

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Il processo in aula (LaPresse)

Il prossimo 10 gennaio si aprirà ufficialmente il processo con giudizio immediato a carico di Marina Addati, giovane madre 29enne, la quale fu arrestata lo scorso gennaio per aver tentato di avvelenare la figlia di appena 3 anni. A darne notizia è il quotidiano Repubblica.it, che oggi ripercorre le tappe di questo intricato e inquietante caso che vede protagonista la donna detenuta nel carcere di Benevento e che la Procura di Roma ha ritenuto necessario mandarla a processo con giudizio immediato con l’accusa gravissima di tentato omicidio della sua bambina. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la 29enne avrebbe cercato di avvelenare la piccola di 3 anni dandole per due volte droghe e sedativi nel biberon mentre la figlia si trovava ricoverata all’ospedale Bambino Gesù di Roma per alcuni controlli. Grazie al tempestivo intervento dei medici all’epoca fu evitato il peggio e la bambina riuscì a salvarsi, mentre per la madre scattarono le manette. Un gesto immane che sarebbe stato compiuto al fine di attirare l’attenzione del marito.

STESSI EPISODI ANCHE CON FIGLIA MINORE?

Il matrimonio di Marina Addati, da qualche tempo stava attraversando una profonda crisi e per tale ragione la 29enne avrebbe cercato di avvelenare la sua bambina al di tenere il compagno vicino a sé, attirando la sua attenzione. Per ben due volte, dunque, tentò di uccidere la piccola, fortunatamente salvata grazie al tempestivo intervento dei sanitari. Questo avveniva lo scorso dicembre ma secondo gli inquirenti è possibile che la donna possa aver compiuto le stesse sconsiderate azioni anche nei confronti di un’altra figlia di appena un anno, ricoverata presso l’ospedale Santo Bono di Napoli. Ai due genitori era stato notificato un provvedimento di sospensione della potestà genitoriale con l’aggiunta del divieto di avvicinamento di entrambi alla bambina ricoverata ed alle due sorelline minori ora affidate ai servizi sociali. Nel corso del processo si tenterò di fare totale luce sui casi oggetto di indagine.



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