World press photo/ Vince lo scatto dell’assassinio dell’ambasciatore russo in Turchia (oggi, 13 febbraio 2017)

- La Redazione

World press photo: vince lo scatto dell’assassinio dell’ambasciatore Russo in Turchia di Burhan Ozbillici. La foto aveva fatto il giro del mondo per la sua crudezza (oggi, 13 febbraio 2017)

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Il video dell'uccisione di Andrej Karlov

A vincere il prestigioso premio World Press foto quest’anno è stato Burhan Ozbillici, fotografo dell’Associated Press che ha immortalato nelle immagini shock che hanno fatto il giro del mondo, l’assassino dell’ambasciatore russo in Turchia Andrei Karlov. La foto dell’omicida, un poliziotto che ha sparato all’ambasciatore russo mentre era presente a una mostra, è quella che abbiamo visto tutti quanti: completo nero, pistola puntata a terra e dito della mano libera rivolto verso l’alto. Una foto che ha scioccato il mondo intero, soprattutto per la presenza del corpo ormai senza vita dell’ambasciatore russo riverso sul pavimento. “Una foto con un impatto incredibilmente forte”, ha detto Stuart Franklin, presidente della giuria che ogni anno assegna il World press photo nell’assegnare il premio. La foto presentata da Burhan Ozbillici si intitola “Un assassinio in Turchia“, ed è stata scelta tra le oltre 80mila presentate al concorso.

L’omicidio dell’ambasciatore russo aveva sconvolto il mondo intero non solo per il clamore del gesto, ma anche per il fatto che tutto è stato immortalato con foto e video diffusi quasi in tempo reale. Mevlüt Mert Altintas era il nome del poliziotto che ha ucciso Andrei Karlov durante una mostra ad Ankara: l’uomo, che è riuscito a entrare armato nel museo proprio perché appartenente alle forze dell’ordine, si è avvicinato alla sua vittima mentre questa stava parlando con un gruppo di persone e gli ha sparato, uccidendolo immediatamente. Altre tre persone erano rimaste ferite quel giorno durante la sparatoria: il killer è stato poi ucciso dalle forze speciali, dato che continuava a sparare all’impazzata. 22 anni, membro del reparto antisommossa, e anche scorta personale del presidente turco Erdogan, Mevlüt Mert Altintas aveva gridato a più riprese prima di morire: “Non dimenticatevi di Aleppo, non dimenticatevi della Siria”.



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