Roberta Ragusa / News, Antonio Logli: il marito non va in carcere, ecco perché (Ultime notizie oggi, 14 febbraio 2017)

- La Redazione

Roberta Ragusa news: Antonio Logli, il marito condannato in primo grado a 20 anni non va in carcere, ecco perché (Ultime notizie oggi, 14 febbraio 2017) 

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Roberta Ragusa
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Niente carcere per Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa condannato a 20 anni in primo grado per l’omicidio della moglie e per la soppressione del cadavere. L’uomo, in attesa del processo di appello, dovrà continuare a rispettare l’obbligo di dimora nelle ore notturne nella sua residenza di Gello, una frazione di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il Tribunale del Riesame di Firenze ha infatti respinto la richiesta della procura di Pisa che aveva chiesto la misura cautelare della detenzione in carcere. Secondo la procura di Pisa Antonio Logli sarebbe stato socialmente pericoloso e ci sarebbe stato anche il pericolo di fuga. Ma i giudici del Tribunale di Firenze hanno invece confermato la decisione di libertà per l’uomo in attesa dell’appello. Respinta anche la richiesta della difesa di Logli che aveva chiesto per il suo assistito la piena libertà per Logli.

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Antonio Logli è stato condannato lo scorso dicembre per l’omicidio della moglie Roberta Ragusa. La donna è sparita a 45 anni la notte del 12 gennaio del 2012. E’ stata ritenuta valida la ricostruzione della procura secondo la quale Logli uccise la moglie perché quella notte Roberta Ragusa aveva scoperto la relazione del marito con Sara Calzolaio, la donna che era stata babysitter dei figli e che lavorava come segretaria alla scuola guida di famiglia. Secondo la ricostruzione dei pm di quanto accaduto quella notte tra i coniugi ci sarebbe stato un violento litigio e Roberta Ragusa sarebbe stata sopraffatta dal marito: questa è una tesi che è stata avvalorata dal testimone Loris Gozi, il giostraio che ha sempre raccontato di aver visto la coppia litigare in strada. Loris Gozi dopo la lettura della sentenza aveva dichiarato: “Ho sempre detto la verità. Questa sentenza riconosce la mia buona fede”. 

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