Ultime notizie / Oggi, ultim’ora: Istat, ancora crescita dell’economia in Italia (14 febbraio 2017)

- La Redazione

Ultime notizie di oggi, 14 febbraio 2017: è morto Massimo Fagioli, uno dei più grandi psicanalisti italiani. Duro avviso di Virginia Raggi all’assessore Berdini; valanga in Francia, 4 morti.

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Matteo Renzi (Foto LaPresse)

È stato l’Istat a certificare un leggero miglioramento dei conti pubblici del nostro paese, miglioramento che di fatto ha confermato la crescita dell’economia allo 0.9% nel 2016. Il dato riveste una maggiore importanza alla luce della “querelle” che l’esecutivo Gentiloni in questi giorni ha con i vertici dell’Unione Europea, con il ministro delle finanze Padoan che di fatto ha dovuto dare assicurazione dell’effettuazione entro aprile, di una manovra correttiva. La crescita potrebbe essere inoltre stimata all’1%, qualora si tenesse conto dei giorni “effettivamente a disposizione” nell’anno passato, e di fatto confermare la stima fatta da Renzi nell’imminenza della promulgazione della manovra finanziaria di quest’anno. Da sottolineare comunque che ancorché con numeri migliori, il nostro paese cresce la metà degli altri paesi UE, all’1.7% infatti la media della crescita nell’area euro. 

Un ritorno sulla scena pubblica che peggio non si poteva per Gianfranco Fini, che oggi ha “guadagnato” gli albori della cronaca per essere stato messo sotto inchiesta per il reato di riciclaggio. La vicenda che vedrebbe al centro l’ex presidente della camera, si rifarebbe ad un indagine a carico di Giancarlo Tulliani, personaggio al centro di molte inchieste finanziarie. All’interno dell’inchiesta messi sotto sequestro inoltre beni per cinque milioni di euro riconducibili all’ex esponente politico, operata finanche una perquisizione nella sua abitazione, e nello studio romano di cui Fini ha la disponibilità, in virtù dell’alto incarico ricoperto nel passato.

Dalla Corea del nord nessuna notizia al proposito, sono fonti del governo di Seul che hanno annunciato che il fratellastro più grande del dittatore Kim Jong-un, è stato assassinato all’aeroporto di Kuala Lumpur in Malesia. Tutto fa pensare che dietro l’omicidio ci sia proprio il fratellastro, che da tempo va eliminando sempre più possibili rivali al suo potere assoluto, ad esempio uno zio che era considerato numero due del regime. Kim Jong-nam (figlio del dittatore Kim Jong-il e di una attrice giapponese) è stato ucciso da due donne travestite da poliziotte usando punte avvelenate, come nei più classici film di James Bond. L’uomo viveva in esilio dal 2001, quando aveva cercato di raggiungere Tokyo per andare a Disneyland usando un falso passaporto domenicano. Una famiglia di disadattati quella della dinastia Kim che detiene il potere in Corea del nord da ormai 70 anni con pugno di ferro e orribili violazioni dei diritti umani. 

Si riapre il caso Cucchi dopo la clamorosa notizia che cinque carabinieri sono stati accusati della morte del detenuto all’ospedale Sandro Pertini dell’ottobre 2009. La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio, saranno dunque processati, per tutti e cinque. TRe di loro furono i carabinieri che lo arrestarono e sono accusati di omicidio preterintenzionale causato da pestaggio. Gli altri due sono accusati di calunnia e di falso. Il processo dopo vari ricorsi si era chiuso con l’assoluzione di tutti gli accusati, adesso la faccenda è di nuovo riaperta.

Dopo la condanna a 30 anni di galera, spunta una nuova versione del tutto inedita relativamente al dna di Massimo Bossetti, l’uomo accusato di aver ucciso Yara Gambirasio. La fornisce la madre Ester Arzuffi. A lei e di conseguenza al figlio si è arrivati grazie al dna di Giuseppe Guerinoni, di cui si crede abbia avuto una relazione con la donna cosa che lei ha sempre negato: “La scienza non sbaglia ma io non sono stata con lui. Per me c’è una fecondazione assistita praticata da un ginecologo da cui andavo, ma né a me né a mio marito nessuno ha detto niente” ha detto la donna. Nel racconto rilasciato alla trasmissione Bianco e nero di La7 la donna dice che i figli che aspettava morivano così andò da un medico che senza spiegarle cosa faceva in sostanza le fece una fecondazione assistita. “Ci ho pensato molto – ha concluso – e ho deciso che proprio adesso è il momento in cui io devo parlare e dire veramente tutto quello che io mi sento di dire, è la mia verità e la verità pura. Perché se io fossi stata con Guerinoni lo avrei detto. Non l’ho mai detto perché non sono mai stata” ha aggiunto.

Si è dimesso Michael Flynn, nominato tre settimane fa presidente del National Security Council, l’istituzione che elabora le strategie militari e di politica estera, nominato da Donald Trump. La macchina governativa del neo presidente ha così perso il suo primo pezzo importante. Il motivo: ricattabile dalla Russia. Al momento ne prende il ruolo ad interim Joseph Kellogg Jr. ma è probabile che il compito definitivo venga assegnato a David Petraeus, ex direttore della Cia. Flynn aveva avuto contatti personali e segreti con l’ambasciatore russo a Mosca per discutere la possibilità di togliere le sanzioni alla Russia, negoziati segreti presi di sua iniziativa. Conversazioni in mano di Mosca che avrebbe potuto usarle come volevano per ricattarlo.

Un pareggio che non serve a nessuno, quello con il quale Lazio e Milan hanno chiuso la 24^ giornata di campionato. Le due squadre hanno dato vita a una bella partita, partita di fatto dominata dai padroni di casa che hanno avuto però il demerito di non chiudere il match, e alla fine ne hanno pagato le conseguenze. Di Biglia il goal per i capitolini, con il giocatore biancoceleste bravo a trasformare un penalty concesso per atterramento in area di Immobile. Dopo il vantaggio la squadra di Inzaghi dilaga, e ci vuole un super Donnarumma, l’unico tra i suoi a salarsi, a tenere a galla i meneghini. Si arriva cosi quasi alla fine quando su uno dei rari rovesciamenti di fronte, Suso trova un “sinistro a giro” che permette il pareggio dei suoi. Inutile l’ultimo assedio dei laziali, che hanno continuano a sbattere su un portiere in vena di parate miracolose.

Una bella gara quella vista ieri sul parquet di Pistoia, dove i toscani centrano la loro 9^ vittoria casalinga, e vincono su una Caserta apparsa nettamente sotto tono. 77-64 il risultato finale, risultato figlio dell’estrema attenzione difensiva delle due squadre, che per buona parte della gara sono state attente a non scoprirsi troppo. Tra i toscani in evidenza Moore, che a fine gara può vantare 19 punti iscritti a referto. Con la vittoria di ieri i toscani agganciano Capo d’Orlando, e ritornano a sperare di evitare quella zona play off che sarebbe una vera e propria incognita. 

Grazie ad un lavoro di intelligence e in virtù anche della visione delle immagini di sorveglianza di alcune telecamere, le forze dell’ordine sono riusciti a risalire ai “pseudo” tifosi responsabili dell’aggressione contro il presidente del Verona. L’aggressione che non aveva portato per fortuna danni fisici a nessuno, sembrerebbe essere stata portata a termini da 7 tifosi dell’Avellino, tifosi che nella prossime ore saranno colpiti da Daspo. La vicenda aveva guadagnato soprattutto gli onori della cronaca per la polemica che era nata dopo le parole dell’ex campione del mondo Luca Toni, con l’ex centravanti che aveva accusato i vigili urbani della citta campana di non essere intervenuti, e con quart’ultimi difesi a spada tratta dal primo cittadino del popoloso centro. 

Sta diventando un vero e proprio caso politico quello che vede sei giocatori dei New England Patriots, freschi vincitori del super bowl americano, rifiutare l’invito alla Casa Bianca effettuato dal presidente eletto Donald Trump. I sei Marcellus Bennett, Devin McCourty, Chris Long, LaGarrette Blount, Alan Branch e Dont’a Hightower, hanno motivato il loro rifiuto con le tante nefandezze che il proprietario temporaneo della sala ovale ha fatto nella sua vita, non ultima la discriminazione verso il gentil sesso. Da parte sua il presidente americano non è preoccupato, e come fa notare il portavoce della White House è pronto ad accogliere tutti coloro che avranno il piacere di incontrarlo, e di certo non pregherà chi questo piacere non ha.

Apertura attesa da molti e che probabilmente porterà alle dimissioni di Matteo Renzi dalla carica di segretario del PD, quella che ieri è avvenuta alla direzione nazionale del partito. Renzi prendendo la parola, ha sottolineato che si chiude un ciclo all’interno del partito, che ha visto suonare le “campane a morto” con la sconfitta al referendum del 4 dicembre. Le parole dell’ex premier fanno pensare a una sua ipotizzabile dimissione in tempi brevi, propedeutiche alla convocazione di un congresso straordinario, sede che stabilirà quale sarà la nuova leadership. Importante comunque l’accenno di Renzi relativamente alla scelta del nuovo segretario, che dovrà essere scelto con le stesse regole del 2013. Immediatamente è giunto l’appoggio di Bersani, che a stretto giro di posta ha fatto sapere di aver gradito l’intervento del segretario, e che la sua corrente garantirà l’appoggio all’esecutivo Gentiloni fino a fine legislatura. 

Un impressionante distacco di neve fresca è avvenuto questa mattina in alta Savoia, sul versante francese presso Tignes. Nella valanga hanno trovato la morte 4 sciatori, di cui si non si conoscono le generalità. L’incidente è avvenuto nella prima mattinata di ieri, quando un gruppo di sciatori si è avventurato in un fuori pista, incurante del pericolo, a causa delle alte temperature che vi erano nella zona. Sul posto si sono portate immediatamente un centinaio di soccorritori con cani antivalanga, che però non hanno potuto far altro che recuperare i corpi senza vita degli escursionisti.

Dura presa di posizione del sindaco di Roma Virginia Raggi, che ieri ha “avvisato” l’assessore all’urbanistica sulla fine… della propria pazienza. Il primo cittadino della Capitale non si rende conto infatti, come l’assessore Berdini trovi il tempo per rilasciare continue interviste, riguardo la sua presunta liaison sentimentale con un suo dipendente. Allo stesso tempo il sindaco ha voluto ricordare che a tutto c’è un limite, avviso che potrebbe essere propedeutico al ritiro delle deleghe. Sul fronte dell’indagini che interessano la Raggi, ieri da sottolineare che la procura di Roma ha comunicato che Raffaele Marra sarà interrogato solamente nei prossimi giorni, il suo interrogatorio previsto infatti per oggi slitterà quando le indagini a suo carico saranno concluse, in quell’occasione ipotizzabile un accelerazione dell’indagini che interessano finanche il primo cittadino. 

È morto all’età di 86 anni Massimo Fagioli, uno dei massimi psicanalisti italiani. Al centro di una querelle per aver criticato apertamente Freud, si era negli anni evoluto e ultimamente teneva sedute di psicoanalisi collettiva, che vedevano un’altissima frequentazione di pubblico. Forte e acceso sostenitore dell’abolizione della “legge Basaglia”, Fagioli si era avvicinato all’attività politica frequentando quella sinistra estrema incarnata da Fausto Bertinotti, politico che è stato uno dei primi a commentare la scomparsa. Scrittore eclettico conosciuto in tutto il mondo, aveva pubblicato una trentina di testi, alcuni dei quali molto apprezzati all’estero. I funerali si terranno sabato prossimo, in quella Roma che ultimamente lo aveva adottato come un figliol prodigo. 

Parte ufficialmente “l’operazione Real Madrid”, una partita che di fatto per molti giocatori del Napoli è un sogno che si avvera, e che per la società potrebbe essere la consacrazione europea. Sarri ha deciso che i giocatori azzurri non effettueranno la rifinitura al “Bernabeu”, stadio storico dei “Blancos”, la cui vista potrebbe fare alzare la tensione soprattutto nei napoletani più giovani. In tale contesto decisi i giocatori che parteciperanno alla conferenza stampa, saranno Albiol e Callejon unici giocatori che già conoscono bene, per averci giocato nel passato, il “tempio” del calcio spagnolo. Partenza oggi dopo la rifinitura e qui l’altra novità: ai giocatori sarà evitato il passaggio dinanzi ai tifosi, ma verranno trasportati direttamente sotto la scaletta dell’aereo. L’escamotage anche qui servirà per non far alzare ancor di più una “tensione sportiva”, che già è altissima. 

Doppietta svizzera e delusione per l’Italia, questa alla fine quanto è emerso dalla gara di combinata, valevole per la coppa del mondo che si è disputata ieri a St. Moritz. La medaglia d’oro dell’importante competizione è andata al 23enne Luca Aerni, 30° in classifica dopo la discesa libera, ma capace con una spettacolare rimonta di arrivare in prima posizione dopo lo slalom, specialità in cui l’elvetico ha dato tutto se stesso. Sul secondo gradino del podio Marcel Hirscher, favorito alla vigilia, che chiude a un solo centesimo di secondo dal vincitore e si ritaglia uno spazio nel tris di più forti l’altro svizzero Caviezel. Solo la medaglia di legno, l’ennesima dopo quella della Goggia, per l’Italia, con Dominik Paris che chiude con 4 decimi di ritardo da Aerni.

Saranno “elezioni infuocate” quelle che il prossimo 6 marzo dovranno eleggere il nuovo presidente della Federazione calcio. Alla candidatura del presidente uscente Tavecchio, si è infatti affiancata quella del presidente della serie B Andrea Abodi. È stato lo stesso Abodi a ufficializzare la candidatura, nell’aria già da qualche giorno e che potrebbe coalizzare il malcontento di molti verso l’attuale presidenza, vista troppa invasiva, soprattutto rispetto i grandi club di serie A. Abodi dirigente d’azienda classe 1960, aveva già provato nel 2013 a centrare l’ambita poltrona, quella volta era stato però sconfitto dall’attuale presidente, insomma una sfida che si ripropone. 

Una delle furbate più sleali di sempre, quella messa in opera dal terzino dell’Ajax, Joel Veltman, che durante la partita contro lo Sparta Rotterdam si inventa un dribbling che entrerà nel podio della “disonesta sportiva”. Correva infatti il 50° del secondo tempo quando durante uno scontro di gioco uno dei “lancieri” viene colpito duro da un avversario, la palla arriva nei piedi del furbo Veltman, ma immediatamente un giocatore avversario gli si para dinanzi. Il terzino furbescamente alza la mano e indica il compagno, distraendo l’avversario che nell’occasione si era fermato per prestare soccorso al giocatore dell’Ajax. Improvvisamente però Veltman scarta l’avversario e guadagna la fascia per crossare, cosa che non solo gli ha procurato i sonori fischi dell’intero stadio, ma anche una solenne reprimenda del proprio allenatore.

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