Giovanni De Luise / Scarcerato dopo errore giudiziario attende il risarcimento: “Ma quali soldi, ora voglio un lavoro subito”

- La Redazione

Giovanni De Luise, il giovane scarcerato dopo errore giudiziario attende il risarcimento: “Mi servirebbe di più un lavoro subito” (oggi, 17 febbraio 2017) 

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(LaPresse)

Attende il risarcimento Giovanni De Luise, il giovane napoletano vittima di un errore giudiziario. Ma dopo aver passato oltre 8 anni in carcere, più che ricevere i soldi dallo Stato, soldi che non arriveranno prima di qualche altro anno, chiede un lavoro subito. L’appello Giovanni De Luise lo lancia dai microfoni del programma “Legge o Giustizia” di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università Niccolò Cusano. Giovanni De Luise racconta com’è la sua vita oggi, dopo la scarcerazione, e spiega che non si sa ancora quale sarà la cifra del risarcimento che in ogni caso non gli sarà dato in tempi brevi. “Oggi svolgo lavori saltuari – spiega Giovanni De Luise -. Avrò un risarcimento, chissà quando. La cifra ufficiale è di 516mila euro (…) Cosa ci devo fare con mezzo milione di euro dopo che mi sono fatto 8 anni, 7 mesi e 15 giorni ed ho anche avuto danni fisici, morali e alla famiglia? Chiederemo sui 3-4 milioni ma, sinceramente, non saprei. Intanto mi sono perso i migliori anni della gioventù, dai 22 ai 30. In ogni caso, finché non terminerà il mio processo di revisione, e ci vorrà un anno e mezzo circa, io non vedrò certamente un soldo. Il risarcimento potrebbe arrivare in sei-sette anni. Più del risarcimento domani, però, vorrei un lavoro oggi”.

È finito in carcere nel 2004 con l’accusa di omicidio. Quando è stato arrestato aveva 22 anni ed è stato riconosciuto come il killer di Massimo Marino, un ragazzo ucciso qualche ora dopo l’omicidio di suo fratello, che Giovanni De Luise era andato a riconoscere all’obitorio. La sorella di Massimo Marino, Cinzia, che ha testimoniato nel processo, ha sostenuto che a uccidere il ragazzo era stato Giovanni De Luise. Il giovane è stato condannato in tutti i tre gradi di giudizio. Poi la svolta nel caso è arrivata nel 2013 quando Gennaro Puzzella ha confessato di essere il killer di Massimo Marino. Giovanni De Luise è stato allora scarcerato e, dalle foto di Gennaro Puzzella, ha capito perché era stato commesso l’errore giudiziario: i due uomini infatti si somigliano fisicamente e questo può aver tratto in inganno. “Avevo paura quando sono uscito – racconta ancora Giovanni De Luise -. Non sapevo dove fossi perché arrivai in Sardegna dal carcere di Lecce, in un blindato (…) Dove nove anni ero nella confusione più totale…” Clicca qui per leggere tutta l’intervista.



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