MARIA UNGUREANU / News, la criminologa Ursula Franco smentisce il coinvolgimento dei fratelli Ciocan (Oggi, 18 febbraio 2017)

- La Redazione

Maria Ungureanu, ultime news: la criminologa Ursula Franco insiste sull’incidente e smentisce coinvolgimento dei fratelli Ciocan nella morte della bambina.

mariaungureanu
Maria Ungureanu

A otto mesi dalla morte di Maria Ungureanu, la bambina di nove anni trovata senza vita nella piscina del resort di San Salvatore Telesino, le domande su cosa sia realmente accaduto sono tante. In questo arco di tempo le indagini sono andate avanti, grazie al lavoro attento degli inquirenti che ad oggi hanno iscritto nel registro degli indagati due nomi, quello di Daniel Ciocan per l’omicidio volontario della bambina e le violenze sessuali a suo carico, e quello della sorella Cristina, accusata di concorso in omicidio. Entrambi a piede libero hanno sempre respinto ogni accusa, eppure sarebbero numerosi gli indizi a loro carico. Se da una parte gli inquirenti e la difesa della famiglia di Maria Ungureanu sarebbero certi della colpevolezza di Daniel Ciocan, considerato l’autore del delitto della piccola di origini romene, dall’altra ci sarebbe naturalmente la tesi opposta supportata dalla difesa dei due indagati, formata dagli avvocati Salvatore Verrillo e Giuseppe Maturo e dalla criminologa Ursula Franco. Quest’ultima ha di recente rivelato le ultime novità e gli approfondimenti sul caso della morte di Maria Ungureanu, rispondendo ad alcuni quesiti del quotidiano Corriere di Caserta. La criminologa, consulente della difesa dei fratelli Ciocan, chiaramente esclude il coinvolgimento dei due giovani nella morte della bambina. A suo dire, infatti, entrambi non si trovavano a San Salvatore Telesino mentre la piccola moriva: nessuna traccia di Dna, nessun elemento che possa far pensare ad un omicidio o al coinvolgimento di Daniel e della sorella. Eppure, di recente era emersa l’indiscrezione secondo cui erano state rinvenute tracce di sperma sui pantaloni di Maria. In merito ha smentito Ursula Franco: “La presenza di DNA di Daniel, mai definito sperma dai RIS, su un paio di pantaloncini di Maria è compatibile con una normale frequentazione e si tratta, con tutta probabilità, di sudore”. E sull’accusa di violenza sessuale a carico del giovane 21enne, la criminologa ha aggiunto: “Riguardo al pedofilo molestatore, le risultanze delle analisi dei RIS escludono che possa trattarsi di Daniel Ciocan mentre forniscono una precisa via alternativa da seguire”. A sua detta, inoltre, l’errore della Procura sarebbe stato quello di indagare a senso unico solo sui due giovani che a malapena frequentavano Maria Ungureanu, tralasciando invece una delle famiglie più vicine alla vittima. Il luogo in cui la bambina è stata trovata priva di vita lo scorso 19 giugno, sempre secondo la consulente della difesa dei fratelli Ciocan non avrebbe nulla a che fare con una scena del crimine, smentendo anche l’ipotesi secondo la quale Maria fu portata in quel posto solo dopo la sua morte: “L’esame medico legale ha accertato che Maria morì in quella piscina e non altrove”. Non solo: la bambina si sarebbe denudata volontariamente per poi restare vittima di un tragico incidente, smentendo categoricamente la tesi omicidiaria. Due posizioni del tutto differenti, dunque, quelle sostenute dalle rispettive difese e che vedrebbero ancora molti quesiti privi di una risposta.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori