NO A MUSULMANI E GAY / Divieto shock di un sindaco contro moschee e musulmani, è polemica! (oggi, 18 febbraio 2017)

- La Redazione

No a musulmani e gay, in Ungheria un’ordinanza shock contro moschee e omosessuali è stata emessa da un sindaco. E’ polemica (oggi, 18 febbraio 2017)

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Foto LaPresse

Un divieto contro musulmani e omosessuali è stato imposto con un’ordinanza in una cittadina dell’Ungheria. Il no al velo islamico, alla costruzione di moschee e ai gay è arrivato, come riporta l’agenzia di stampa Ansa, da Laszlo Toroczkai, sindaco di Asotthalom, un piccolo comune al confine con la Serbia. Il sindaco ha infatti emesso un’ordinanza con la quale ha bandito dal territorio comunale le moschee e tutti coloro che sono omosessuali. Laszlo Toroczkai fa parte della direzione nazionale del partito ultranazionalista Jobbik ed è noto per le sue posizioni estremiste. Laszlo Toroczkai ha spiegato così alla Bbc britannica la sua decisione contro i musulmani e i gay: “Qui siamo tutti bianchi, europei e cristiani, non vogliamo immigrati e omosessuali”. Asotthalom è un comune di 1.800 abitanti: qui vivono solo due persone musulmane che sono ormai integrate nella comunità locale.

Dopo che il sindaco di Asotthalom ha bandito moschee e gay il prefetto, che è un rappresentante del governo, ha presentato un ricorso. Il prefetto ha sporto denuncia alla Corte suprema per arrivare all’abrogazione dell’ordinanza con la quale Laszlo Toroczkai ha imposto il divieto di portare il velo islamico, di costruire moschee e ha stabilito che i gay non sono graditi nella città. Nel suo ricorso il prefetto ha sottolineato che “il sindaco non ha competenza di cambiare la legge nazionale sulla convivenza e sulla libertà di fede”. Sull’eventuale abrogazione dell’ordinanza del sindaco potrà pronunciarsi anche la Corte costituzionale. L’ordinanda anti musulmani e omosessuali potrebbe essere una mossa elettorale in previsione delle elezioni del 2018. Il partito ultranazionalista Jobbik è al momento secondo nei sondaggi politici realizzati in Ungheria e mira a prendere il posto del partito Fidesz-Unione civica ungherese del premier Viktor Orban.



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