DIETE SOTTO PROCESSO/ Dottor Lemme docet? Il 95% non funziona: commissione d’inchiesta in Inghilterra

- La Redazione

Diete sotto processo: in Inghilterra la Camera dei Comuni giudica i dirigenti dell’industria delle diete. Il caso del dottor Lemme insegna che non sempre i regimi alimentari funzionano…

dieta_439
Immagine presa dal web

Tempi duri per le diete, non soltanto in Italia. Se nel Belpaese il caso più clamoroso è quello del dottor Lemme, il farmacista che con la sua discussa “filosofia alimentare” sta mettendo in difficoltà l’Ordine dei medici e dei Biologi, anche in Inghilterra c’è chi fa sul serio per mettere i bastoni tra le ruote alle industrie delle diete. Questa mattina, infatti, in concomitanza con le udienze di una commissione d’inchiesta della Camera dei Comuni, di fronte al parlamento di Westminster è andata in scena la protesta di centinaia di donne facenti parte del gruppo Endangered Bodies (Corpi in pericolo). Come riportato da La Repubblica, la campagna di protesta “Ditching Diet” ha l’obiettivo di “denunciare il ruolo dell´industria delle diete nel destabilizzare l’appetito e i desideri di donne e ragazze di tutto l´Occidente”. La tesi di fondo è che le diete non riescano nell’intento che ogni volta promettono di raggiungere: far perdere peso in maniera definitiva. Diversi studi negli Stati Uniti sostengono il contrario: solo il 5% di chi si mette a dieta non riacquista il peso perduto. Questo significa che il restante 95% se non è dannoso, nemmeno ha effetti positivi. Un dato di fatto in aperta contraddizione con il messaggio che le industrie della dieta cercano di far passare. Ed è questo il messaggio che le donne che oggi protestano a Londra vogliono far passare:”L’industria delle diete presenta se stessa come una forza benigna, quando in realtà provoca una diffusa disperazione. Il nostro scopo è mettere in evidenza la natura tossica delle diete e i danni che causano alla salute fisica e mentale delle donne. Io stessa ho trascorso dieci anni d´inferno a fare diete di ogni tipo, convinta che sarei stata più felice se avessi perso peso, ma la verità è l´opposto. Alla fine non solo pesavo più di prima, ma mi sentivo uno schifo”. Un dibattito molto attuale anche in Italia, dove il caso del dottor Lemme, a prescindere dalla reale efficacia del suo trattamento, ha avuto il merito di mettere in luce le difficoltà di un sistema in cui i medici, custodi della nostra salute, faticano a prendere una posizione netta e a indicare la retta via.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori