OMICIDIO STRADALE/ Quando è imputabile il reato? Italo D’Elisa era sotto processo

- La Redazione

Omicidio stradale: ecco quando è imputabile il reato. Tutte le novità introdotte nel Codice penale. Ultime notizie oggi, 2 febbraio 2017 in aggiornamento in tempo reale

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Treviso, ubriaco al volante: assolto - Foto La Presse

Il reato di omicidio stradale è stato inserito nel Codice penale a marzo 2016. Si tratta, come ricorda il Corriere della Sera, dell’articolo 589-bis. Le novità che sono state introdotte sono relative ad alcune varianti. Per quanto riguarda l’ipotesi base, cioè quando la morte è stata causata violando il Codice della strada rimane la pena già prevista (da 2 a 7 anni, articolo 589 C.P.). Chi invece provoca la morte di qualcuno sotto effetto di droghe o in stato di ebbrezza grave (con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro) è accusato di omicidio stradale con una pena prevista da 8 a 12 anni di carcere. Infine la terza fattispecie di omicidio stradale prevede la reclusione da 5 a 10 anni se chi commette questo reato si trova in stato di ebbrezza più lieve (tasso alcolemico oltre 0,8 grammi per litro) o abbia causato l’incidente dopo condotte pericolose, come per esempio eccesso di velocità (oltre i 70 km/h in strada urbana e superiore di 50km/h rispetto alla velocità consentita in strada extraurbana), guida contromano, inversioni a rischio.

Era imputato proprio per il reato di omicidio stradale il 22enne Italo D’Elisa, ucciso ieri da Fabio Di Lello, marito ella donna che il ragazzo aveva investito e ucciso lo scorso luglio. Il giovane si sarebbe dovuto presentare davanti al Gup il prossimo 21 febbraio per la prima udienza. L’incidente stradale mortale è avvenuto il 1° luglio 2016 a Vasto, in provincia di Chieti. Roberta Smargiassi, 33enne, era sul suo scooter quando è stata investita dall’auto guidata da Italo D’Elisa. Dopo sei mesi il marito della donna Fabio Di Lello, 32 anni, ha sparato quattro colpi di pistola contro l’investitore all’uscita di un bar, non lontano dall’ incrocio dove era morta la moglie. Poi Fabio Di Lello ha lasciato la pistola sulla tomba di Roberta Smargiassi e dopo poco si è costituito. Fabio Di Lello è un calciatore, gioca nel San Salvo, e panettiere. Dalle prime informazioni, come riporta Tgcom24, sembra che l’uomo abbia scambiato alcune parole con Italo D’Elisa prima di sparare.



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