TRIFONE E TERESA / News, Giosuè Ruotolo: le simulazioni emerse dalla super perizia non sarebbero attendibili? (Oggi, 2 febbraio 2017)

- La Redazione

Trifone e Teresa, ultime news: la difesa di Giosuè Ruotolo contro la superperizia presentata nell’ultima udienza del processo dall’accusa dai due esperti.

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Trifone Ragone e Teresa Costanza

Con il loro lavoro, i consulenti della procura sono giunti a fissare l’orario preciso in cui sarebbero stati esplosi i colpi di arma da fuoco che avrebbero ucciso Trifone e Teresa. Esattamente alle ore 19:47 del 17 marzo 2015, per l’accusa, Giosuè Ruotolo aprì il fuoco freddando i due fidanzati nel parcheggio della palestra di Pordenone. Un lavoro certosino, quello illustrato in aula nella passata udienza del processo e che, come racconta Pordenoneoggi.it, sarebbe stato eseguito a ritroso partendo dal passaggio certo dell’Audi A3 grigia e di Marcuzzo alle 19:50, a una distanza di 20 secondi l’uno dall’altro, sotto la telecamera all’incrocio tra via Gramsci e via Interna. Calcolando un tempo medio di percorrenza dell’auto dell’indagato, gli esperti avrebbero collocato l’uscita di Giosuè Ruotolo dal parcheggio del palasport di Pordenone subito dopo il delitto. Per la difesa del presunto assassino di Trifone e Teresa, non sarebbe possibile stabilire con queste simulazioni la velocità dell’auto del proprio assistito. “Più alta è la velocità del runner più Ruotolo è fuori dalla scena del crimine”, hanno dichiarato i legali difensori dell’unico imputato a processo.

Lo scorso 30 gennaio si è conclusa un’importante udienza nell’ambito del maxi processo sul duplice delitto di Trifone Ragone e della fidanzata Teresa Costanza. Per l’accusa, la coppia sarebbe stata freddata a colpi di pistola, il 17 marzo 2015 nel parcheggio del Palasport di Pordenone dall’ex militare 27enne Giosuè Ruotolo, ora unico imputato. Come riporta il quotidiano Il Giorno nella sua versione online, a prendere la parola nel passato appuntamento in corte d’Assise a Udine, nell’ambito di un’udienza definita a tutti gli effetti “tecnica” sono stati i periti di parte della Procura che, nell’illustrare il loro puntuale lavoro non avrebbero avuto alcun dubbio nell’affermare: “Ruotolo era sulla scena del crimine al momento del duplice omicidio”. L’Audi A3 grigia che si sarebbe allontanata a velocità elevata dal luogo dell’omicidio pochi istanti dopo l’uccisione di Trifone e Teresa sarebbe, dunque, proprio quella di Giosuè Ruotolo. Davanti ai giudici della corte di Udine, quindi, i due ingegneri hanno illustrato la loro precisa analisi che collocherebbe Giosuè Ruotolo sulla scena del crimine al momento degli spari, ovvero tra le 19:47 e le 19:48, con uno scarto di una quarantina di secondi. Nella definizione di tale orario avrebbe giocato un ruolo determinante il runner Maurizio Marcuzzo, ovvero il testimone che avrebbe udito gli spari dopo essersi allontanato dal parcheggio del Palasport di Pordenone. Grazie ai tempi di percorrenze del tragitto da lui eseguito insieme ai movimenti di Ruotolo, nonché alle riprese delle telecamere, i consulenti Paolo Reale e Giuseppe Monfreda avrebbero confermato l’uscita della vettura dell’imputato dal parcheggio dopo il delitto di Trifone e Teresa. Se da una parte la superperizia dell’accusa avrebbe contribuito ad incastrare ulteriormente l’indagato nonché sospettato numero uno, dall’altra la difesa di Giosuè Ruotolo non avrebbe affatto apprezzato il lavoro dei due ingegneri, contestandolo aspramente. A detta dell’avvocato Roberto Rigoni Stern, infatti, quello applicato dai due esperti nominati dalla procura non sarebbe un metodo scientifico e non dimostrerebbe la presenza del loro assistito sulla scena del crimine. “Non possiamo stabilire un dato certo con queste simulazioni, soprattutto per quanto riguarda la velocità del veicolo di Ruotolo”, ha commentato il legale. Per la difesa dell’ex militare di Somma Vesuviana, quello in corso resta un processo squisitamente indiziario basato sull’assenza di prove effettive. “Ci sono delle ricostruzioni sulla base di quattro simulazioni che danno quattro esiti differenti”, ha chiosato Rigoni Stern, contestando quanto finora emerso nell’ultima udienza del processo sul duplice omicidio di Trifone e Teresa.



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