NINO DI MATTEO / Il magistrato verso la Superprocura Antimafia: pronto a lasciare Palermo? (Oggi, 20 febbraio 2017)

- La Redazione

Nino Di Matteo, il magistrato e pm di Palermo verso la Superprocura Antimafia. Le ultime notizie di oggi 20 febbraio 2017, il passaggio dopo il rischio attentati nei mesi scorsi

giustizia_cassazione_tribunaleR439
Cassazione - LaPresse

La svolta sul caso Nino Di Matteo arriva oggi, con il magistrato tra i più valorosi nella lotta alla mafia in questi ultimi anni, che ottiene il primo Sì dal Csm per potersi trasferire alla Superprocura anti-mafia. La notizia arriva dall’Ansa dopo che la III Commissione del Csm ha proposto al plenum all’unanimità di assegnare a lui uno dei 5 posti di sostituto procuratore da coprire alla Direzione nazionale antimafia. Il pm di Palermo, attuale presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati della città siciliana, vede finalmente il tanto agognato primo passo verso il trasferimento, dopo che lo stesso Di Matteo aveva rifiutato a novembre scorso il passaggio per ragioni di estrema sicurezza. Come riportano i colleghi del Giornale di Sicilia, «assieme a Nino Di Matteo, la Terza Commissione del Csm ha proposto al plenum di destinare alla Procura nazionale antimafia altri quattro magistrati. Tre di loro sono tutti sostituti alla procura di Roma: si tratta di Francesco Polino, Barbara Sargenti e Maria Cristina Palaia. L’altro magistrato indicato dalla Commissione è un pm di Napoli, Michele Del Prete». 

A novembre il pm Nino Di Matteo aveva rifiutato l’offerta di un trasferimento per ragioni di sicurezza, cioè fuori dalle vie ordinarie, alla stessa Superprocura, dopo che un’intercettazione aveva rilanciato l’allarme sui rischi di un attentato ai suoi danni. Si trattava, per quanto sono emerse in seguito dalle indagini le ultime novità sul caso, di una conversazione intercettata in cui un mafioso, parlando in auto con la moglie (all’oscuro delle microspie dell’Antimafia) raccomandava i non andare al circolo sportivo frequentato dal pm Nino Di Matteo “perché lo devono ammazzare”. Questo episodio ovviamente venne segnalato alla Procura di Palermo e poi al Csm; a quel punto Di Matteo in primis non ha accettato l’invito al trasferimento non volendo accettare la “scocciatoia”. «Accettare la “scorciatoia” di un trasferimento per ragioni di sicurezza sarebbe un segnale di resa personale e istituzionale che non intendo dare», raccontava D Matteo a novembre dopo il clamoroso rifiuto del trasferimento alla Superprocura. Ora però il tempo è maturo per il passaggio e finalmente anche il Csm ha dato parere positivo, dopo la scelta criticata in passato di aver preferito altri colleghi rispetto al pm di Palermo.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori