VERONICA PANARELLO / News, Lorys Stival: la richiesta all’avvocato, “voglio vedere mio suocero” (Ultime notizie oggi, 21 febbraio 2017)

- La Redazione

Veronica Panarello, ultime news: la difesa della presunta assassina di Lorys Stival smonta le motivazioni della sentenza emessa dal giudice, le parole dell’avvocato Villardita.

loris_stival_veronica_panarello_facebook
Lorys Stival, figlio di Veronica Panarello

Non si arrende e continua a professare la sua innocenza. Anche nell’incontro con i familiari, di cui ha reso conto la trasmissione di Rete 4 “Quarto Grado”, la mamma di Santa Croce Camerina, condannata a 30 anni di carcere per aver ucciso il figlio Lorys Stival lo scorso 29 novembre 2014, se da una parte ha messo sotto pressione la sorella Antonella, costringendola ad abbandonare anzitempo la stanza del colloquio, dall’altra si è rivolta agli altri parenti formulando una richiesta particolare. “Devi dire a Franco (l’avvocato Francesco Villardita, ndr) che faccia la richiesta…in qualunque modo…Vorrei incontrare mio suocero. Voglio vedere mio suocero”. Con queste parole Veronica Panarello ha espresso la volontà di avere un confronto con Andrea Styval: una richiesta, la sua, che difficilmente sarà accettata dalla controparte, che nulla avrebbe da guadagnare da un faccia a faccia con la donna accusata di aver ucciso il piccolo Lorys. 

Dopo il rigetto della richiesta presentata dai legali di Veronica Panarello, che avevano chiesto al gup di ottenere gli arresti domiciliari per la loro assistita, si torna a parlare della mamma di Santa Croce Camerina, accusata di aver ucciso il figlio Lorys Stival il 29 novembre del 2014. Come testimoniato dalle immagini di Quarto Grado, infatti, la donna, condannata a 30 anni di reclusione, ha ricevuto la visita della famiglia, tra cui quella della sorella Antonella. E proprio verso quest’ultima, Veronica, si è rivolta in tono minaccioso, non perdonando le dichiarazioni in cui Antonella non si sentiva di escludere una relazione tra la sorella e il suocero Andre Stival. Veronica ha anche affermato di avere intenzione di scontare “in silenzio” i suoi 30 anni di carcere, di voler essere una detenuta “modello”; ma poi, ha sottolineato Veronica “quando esco dovete chiamare il 113”, facendo intendere che il perdono, per chi ha complicato la sua situazione, non è in programma. 

Secondo il gup di Ragusa, Veronica Panarello potrebbe fuggire oppure, nell’ipotesi più tragica, compiere un nuovo delitto simile a quello già imputatole. Questa la motivazioni con cui il Procuratore Andrea Reale ha rifiutato la richiesta dei difensori della donna di accedere agli arresti domiciliari. La donna di Camerina rimarrà quindi nel carcere in cui si trova rinchiusa per l’omicidio del figlio di 8 anni, Loris Stival. Secondo il giudice rimarrebbero infatti attuali “i pericoli di fuga e reiterazione del reato”, quest’ultimo visto nelle stesse modalità con cui avrebbe messo in atto il primo delitto. La decisione del gup è stata inoltre maturata per la brutalità con cui è stato ucciso il piccolo Loris, un evento ancora più grave se si considera che il suo assassino è andato oltre il legame di parentela e la giovane età della sua vittima. A questo particolare si aggiunge anche l’intensità del modus operandi “manifestato dalla donna nella concreta esecuzione dei reati”, sottolinea una nota Ansa. 

Il gup che ha condannato in primo grado Veronica Panarello a 30 anni di reclusione per l’omicidio del figlio Lorys Stival, non ha usato affatto parole clementi nei suoi confronti, all’interno delle motivazioni della sentenza. A detta del giudice Andrea Reale, la mamma di Santa Croce Camerina è una “lucida assassina e glaciale stratega” e la mattina del 29 novembre 2014 avrebbe messo fine alla vita del primogenito di appena 8 anni agendo per dolo d’impeto, in un momentaneo stato passionale che fece seguito ad una lite con il figlio. La discussione sarebbe scaturita poiché il bambino faceva i capricci in quanto non voleva andare a scuola. E’ quanto il gup riassume nelle 190 pagine della motivazione depositata lo scorso 14 febbraio e nelle quali viene smentita l’incapacità di intendere e di volere di Veronica Panarello, pur riconoscendo il tratto istrionico e la sua personalità disarmonica. Il “figlicidio” sarebbe scaturito in seguito ai sentimenti di vendetta nei confronti della famiglia e in particolare della madre e questo avrebbe portato il giudice a definire Veronica non pazza ma affetta dalla sindrome di Medea. Ad intervenire nei giorni scorsi, tentando di “smontare” la sentenza di condanna a carico della sua assistita è stato l’avvocato Francesco Villardita, ospite della trasmissione Quarto Grado. La difesa di Veronica Panarello, presunta assassina di Lorys Stival, ha messo in luce come la sentenza non conterrebbe affatto il movente che si celerebbe dietro l’orribile delitto: “Il dolo d’impeto è solo una opinione del giudice, perché questa presunta ‘sindrome di Medea’ non risulta né dalle perizie né dalle consulenze”, ha commentato l’avvocato. A sua detta, dunque, quello che per il gup Andrea Reale rappresenterebbe il movente, non si concilierebbe con l’uso delle fascette usate per uccidere Lorys, così come con il sopralluogo nel canalone dove fu poi nascosto il corpicino e con la pulizia della casa prima di commettere l’omicidio. “Se non c’è la premeditazione, quell’impeto che ha avuto con il bambino arriva in un momento successivo alle pulizie dell’immobile? Questa ricostruzione del giudice non si concilia con questa arma del delitto”, ha aggiunto Villardita. Nella sentenza c’è spazio anche per la posizione di Andrea Stival, nonno paterno di Lorys ed accusato da Veronica Panarello di essere il vero assassino del figlio nonché suo ex amante. Il giudice ha di fatto scagionato l’uomo, il quale è stato intervistato dalla trasmissione di Rete 4, lasciando trapelare ancora la sua amarezza ed il dolore per la perdita del nipotino: “Alla fine ci ha distrutto tutti, ne usciamo con le ossa rotte”. Nessuna parola, invece, alla nuora che lo ha accusato – e continua a farlo – dell’orrendo crimine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori