FRANCESCO SPANO/ Chi è l’ex direttore Unar, dimessosi dopo lo scandalo dei soldi pubblici ai locali per omosessuali

- La Redazione

Francesco Spano, chi è l’ex direttore dell’Unar: dimesso dopo lo scandalo del finanziamento pubblico all’Anddos ceh organizzava festini gay e prostituzione omosessuale. Profilo e polemiche

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Francesco Spano, Le Iene

Francesco Spano in questi ultimi giorni è entrano nell’occhio le ciclone: fino a ieri era il direttore dell’Unar – Ufficio Anti-Discriminazioni Razziali – ma dopo il servizio de Le Iene Show di domenica sera è cambiato tutto. Nel servizio mandato in onda dalla iena Filippo Roma, si è scoperta una “dark room”, dove vengono organizzate orge e dove alcune persone si prostituiscono, finanziata con 55mila euro dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, quindi con soldi pubblici. La sigla sotto accusa è la Anddos e di conseguenza anche chi ha finanziato il progetto anti-discriminazione delle persone LGBT; l’Unar infatti ha provato a difendersi, ma nulla è valso con il direttore Spano che ha preferito dimettersi dopo le incalzanti domande della Iena Filippo Roma. Su La Verità di oggi in edicola, viene fatto un profilo del direttore sotto bufera in queste ore, e si scopre che è stato in passato un cooptato da Giovanna Melandri, ex ministro di centrosinistra per le Pari Opportunità e lo Sport. Spano cresce negli ambienti dem dopo essere stato Capo della Congregazione Giovanile per il Pluralismo religioso e culturale. All’Unar in pratica Francesco Spano ci arriva dopo le tantissime polemiche che in precedenza avevano portato alla rimozione dell’ex direttore De Vecchi, accusato dal mondo cattolico di aver introdotto nelle scuole progetti e opuscoli pro gender. I colleghi della Verità identificano Spano come un “cattolico adulto” alla Romano Prodi, impegnato da sempre nel dialogo religioso tra varie confessioni e varie identità sessuali. Lo scorso mese di dicembre Spano incontrò anche il cardinale vicario d Roma, Augusto Vallini, per parlare dell’emergenza rom in città. Le accuse però restano quelle rimaste anche al suo predecessore, ben prima del caso Anddos: grazie ai suoi finaznaimenti ancora vengono pubblicati i libri gender per le scuole e dagli ambienti cattolici della Capitale viene visto come un membro “manovrato” da alcune lobby gay (questione ovviamente tutta da dimostrare, al netto delle indagini sul caso Unar-Anddos).

Lo scandalo che ha travolto Francesco Spano verrà riporosto ancora questa sera a Le Iene Show dove tutto è cominciato con le accuse di aver avuto legami e finanziato con soldi pubblici progetti dell’Anddos, la quale a sua volta intrattiene versi locali per festini e sfruttamento della prostituzione omosessuale. In una intervista al Corriere della Sera ieri mattina, Francesco Spano prova ad affondare la sua difesa su questa bufera sorta dopo il servizio tv; «Lo scandalo creato intorno al giro di prostituzione gay finanziato con fondi pubblici “è infondato, mi hanno messo in mezzo». Secondo Spano, non è stata violata alcuna legge visto che la procedura sarebbe trasparente e quei soldi elargiti non sono ancora stati spesi: «il finanziamento viene concesso in base al progetto e che funziona come rimborso spese. Il progetto presentato da Anddos prevedeva la realizzazione di centri di ascolto e supporto contro la violenza omofobica e si era classificato tra i primi 31 su 297, se non ricordo male». Spano attacca appieno Le Iene per come hanno montato il servizio, “in totale malafede” e si difende anche rispetto alla tessera dell’Arcigay in possesso dello stesso Spano (e che ha scatenato le polemiche per il possibile conflitto dì interessi presso progetti del mondo omosessuale): «Non ho capito come è successo, non so perché ho quella tessera. Potrei aver fornito i miei dati per l’ingresso in un locale di tutt’altro tipo, ma associato a quel circuito».



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