CARLA CAIAZZO/ Bruciata dall’ex: le motivazioni della condanna e il commento del nuovo compagno (La vita in diretta, 23 febbraio 2017)

- La Redazione

Carla Caiazzo, un anno dopo l’aggressione dell’ex: parla il nuovo compagno Vincenzo dopo le motivazioni della sentenza di condanna a carico di Pietropaolo.

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Carla Caiazzo

Nelle passate ore si è tornati a parlare del caso di Carla Caiazzo, la donna data alle fiamme un anno fa dall’ex compagno Paolo Pietropaolo. La 38enne all’epoca dei fatti era incinta all’ottavo mese della piccola Pia, nata fortunatamente senza alcun problema di salute. Le condizioni della madre, invece, furono sin da subito gravi a causa delle copiose ustioni su tutto il corpo. A distanza di un poco più di un anno dal terribile fatto di cronaca, sono state rese note le motivazioni della condanna a 18 anni di reclusione a carico dell’ex compagno 41enne. Per il gup napoletano, Egle Pilla, “Il pentimento di Pietropaolo non è autentico”. Pur avendo compreso immediatamente quanto da lui compiuto, secondo il giudice “non è mai realmente maturata nel suo animo una reale riprovazione per il gesto”. All’indomani delle motivazioni, Carla Caiazzo ha rilasciato alcune brevi dichiarazioni alla trasmissione di rai1, La vita in diretta, manifestando ancora una volta la sua grande forza: “Quella persona voleva spegnermi il sorriso ma io rido ancora”. Ora, la giovane Carla spera di potersi riprendere sia fisicamente che mentalmente, “perché anche io ho dei momenti di sconforto ma cerco di vedere solo una luce”. A parlare, in collegamento con la trasmissione di Rai 1 è stato anche il nuovo compagno di Carla Caiazzo che ha spiegato come la donna non abbia voluto leggere le motivazioni perché è andata oltre e sta già pensando a ricostruire la sua vita. “Carla ha avuto sempre tanta fiducia nella giustizia quindi non le ha volute leggere perché riteneva che non avessero deluso le sue aspettative”, ha aggiunto il nuovo compagno. Questo denoterebbe la sua positività sempre emersa in questo brutto caso: “Il processo è passato, ora lei tenta di guardare avanti e con la sua associazione “Io rido ancora” vuole dare una mano ad altre persone che come lei hanno subito la stessa violenza”.



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