FLIXBUS/ Approvata la norma contro i bus low-cost ma il governo è pronto a fare dietrofront (oggi, 23 febbraio 2017)

- La Redazione

La Camera ha approvato il milleproroghe con l’emendamento anti Flixbus ma il governo sarebbe pronto a fare dietrofront nelle prossime settimane sulla norma che penalizza i bus low-cost

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Flixbus

Il famigerato milleproroghe approvato settimana scorsa in Senato e ora alla Camera diventa legge e mantiene l’emendamento che blocca l’attività di Flixbus, la società italo-tedesca che gestisce i bus low cost. Grazie però al pressing di deputati di maggioranza come Boccadutri del Pd e Mazziotti di Ci, il governo ha deciso di fare marcia indietro. L’intenzione è spiegata così da Mazziotti di Civicie Innovatori: “Ho chiesto al governo di cancellare la norma anti Flixbus che voleva cancellare il diritto di tanti consumatori a viaggiare su autobus lowcost e il governo ci ha dato ragione: sarà abrogata al primo provvedimento utile”. I tre ordini del giorno presentati da da Boccadutri, Mazziotti e Capezzone di Direzione Italia sono stati accolti dalla Camera e impegnano “ad adottare ogni atto normativo utile, per rimuovere ogni ostacolo alla piena attività di soggetti già attivi sul mercato dei servizi automobilistici di linea interregionale”. Il dietrofront del governo sulla norma che blocca Flixbus potrebbe arrivare già in occasione dell’approvazione del disegno di legge per il mercato e la concorrenza attualmente al vaglio del Senato, ovvero tra poche settimane. L’impegno c’è insomma e ora va rispettato, come sottolinea Capezzone: “Ora la strada per risolvere il problema e garantire la vita di Flixbus è aperta”.

A presentare l’emendamento conto i Flixbus che è stato inserito nel milleproroghe appena approvato alla Camera sono stati quattro senatori del gruppo Conservatori e riformisti, quello capitanato da Raffaele Fitto. Il contenuto è un duro colpo per la startup di Monaco di Baviera che da due anni è approdata in Italia e offre. L’emendamento incriminato spiega che le autorizzazioni sulle tratte interregionali per il servizio di trasporto in autobus possono essere concesse solo a raggruppamenti di imprese guidati da “operatori economici la cui attività principale è il trasporto di passeggeri su strada”. Un modo quindi per escludere le piattaforme online, visto che questi permessi sono fondamentali per collegare mete collocate in regioni diverse. L’emendamento rinvia poi alla rinvia alla fine del 2018 l’attuazione del Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile. Per Andrea Incondi, di Flixbus Italia si tratta di “un blitz in piena regola, un atto gravissimo che, caso unico in Europa, prova a cambiare in corsa le regole del gioco”.



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