TIZIANA CANTONE / Suicida per video hard, Garante Privacy: “istanza contro Google e Yahoo” (oggi, 23 febbraio 2017)

- La Redazione

Tiziana Cantone, suicida per video hot: ultime notizie di oggi 23 febbraio 2017, Garante Privacy pone istanza contro Google e yahoo per immagini e siti ancora indicizzati sulla ragazza

tiziana_cantone_facebook
Tiziana Cantone

Nuova svolta sul caso Tiziana Cantone, la ragazza che si è tolta la vita nello scorso settembre in seguito alla diffusione per oltre un anno di video, immagini hot e relativi sfottò da parte del web con annesse cyberviolenze. Ebbene, sempre sul fronte della lotta contro le violenze subite dal web, arriva la novità questa mattina: «Il Garante per la Privacy ha avviato una istruttoria sul caso di Tiziana Cantone per chiedere ai principali motori di ricerca (Google e Yahoo) di giustificare le ragioni per le quali sugli stessi risultino ancora indicizzate pagine sulle quali sono pubblicate immagini e/o video pornografici associati al nome della ragazza», come riporta il Corriere della Sera. Le verifiche sono scattate dopo le denunce della mamma di Tiziana Cantone, Maria Teresa Giglio, che ha presentato reclamo per la protezione dei dati personali nello scorso 16 dicembre. Secondo l’avvocato della madre Andrea Orefice, «il nostro obiettivo è quello di ottenere la eliminazione dal web di tutte le immagini oscene e di tutti i video pornografici che ritraggono la povera Tiziana. Sappiamo che questo obiettivo sarà molto difficile da raggiungere, anche perché i siti che tutt’ora pubblicano i video e le immagini incriminati hanno spesso sede in Paesi estranei alla Unione europea, fuori dalla competenza del Garante per la protezione dei dati personali e in ogni caso in Paesi nei quali la normativa sulla privacy non assicura ai singoli le medesime garanzie di quella europea».

Molte svolte in pochi giorni sul caso Tiziana Cantone: dopo lo sblocco del suo smartphone, ora arriva la svolta anche giudiziaria. Al fidanzato Sergio Di Palo è stato notificato un atto giudiziario per: l’ex di Tiziana Cantone risulta dunque indagato dalla Procura di Napoli per il reato di calunnia, con le prove decisive che hanno fatto scattare la mossa degli inquirenti che proverrebbero proprio dai materiali contenuti nell’iPhone di Tiziana. Di Palo è stato indicato dalla madre della bella trentunenne di Mugnano come colui che avrebbe indotto la figlia a girare filmini hard con uomini diversi e da cui è nata tutta la vicenda che ha portato fino al suicidio della Cantone. In una delle due indagini dunque la svolta decisiva: resta l’altro filone, quello per istigazione al suicidio, dove però le possibilità di andare oltre alle accuse della famiglia Cantone pare assai difficile, perché molto complesso da dimostrare un coinvolgimento di qualche amico o dello stesso fidanzato di Tiziana ad fare arrivare la ragazza fino all’estremo gesto.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori