15ENNE MOLESTATA SUL TRENO / Milano, la ragazza ha inventato tutto? Svolta nelle indagini (oggi, 24 febbraio 2017)

- La Redazione

15enne molestata e picchiata sul treno, Milano-Mortara: la ragazza si è inventata tutto? Le ipotesi del Giornale e la possibile svolta nelle indagini contro i due nordafricani accusati

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Foto: LaPresse

Svolta sul caso della 15enne molestata e picchiata sul treno tra Milano e Mortara, che ha causato ripercussioni notevoli a livello politico e sociale in queste due settimane di indagini. Ma potrebbe a questo punto essere tutto inventato, come rivela oggi il Giornale con l’articolo della collega Paola Fucilieri; «quella storia è inventata dall’inizio alla fine grazie alla fantasia e, purtroppo, alle problematiche di una quindicenne che, prima o poi, dovrà pur dire la verità, anche se le farà molto più male di quanto forse potesse immaginare all’inizio di tutto questo. Sarà costretta a spiegare il motivo che l’ha indotta a raccontare una sfilza di bugie, inanellandone una dopo l’altra, sicuramente con immenso dolore – perché chi fa queste cose bene non sta». Perché si arriva a questa conclusione? Ancora la confessione della ragazza non c’è, ma non ci sono neanche alcuna prova della versione della 16enne: gli investigatori non hanno trovato alcun riscontro al racconta della ragazza, nelle immagini registrate dalle telecamere nei pressi della stazione di Porta Genova. Nessuno dei sospetti si notava tra i frammenti ripresi nei video, e l’inchiesta è arrivata a un punto di svolta quando il magrebino conoscente della liceale si è presentato in un commissariato milanese con un avvocato, perché si sentiva ingiustamente braccato. «Desideroso di chiarire di aver sì conosciuto la ragazza su Facebook, come lei aveva affermato e di averla anche incontrata fuori (elemento che la quindicenne non aveva invece fornito agli investigatori, ndr), ma di non essere mai stato su quel treno con un amico per picchiarla o con l’intenzione di farle violenza. La squadra mobile tace, ma pare che il nostro clandestino abbia anche un alibi di ferro», riporta il Giornale. Ora non resta che capire cosa sia successo davvero e nei prossimi giorni la ragazza probabilmente verrà sottoposta a nuovo interrogatorio per comprendere davvero le cause di quei segni comunque rilevati sul corpo della ragazza e se non ci siano altre versioni che possano spiegare quanto accaduto il pomeriggio del 9 febbraio 2017 su quel treno.

Proseguono comunque le indagini sul caso della 16enne picchiata e molestata sul treno Milano-Mortara lo scorso 9 febbraio, nonostante la svolta che sembra essere arrivata con le parole del ragazzo immigrato con alibi di ferro. La denuncia era partita dalla stessa giovane studentessa la quale aveva deciso però di rivolgersi alle Forze dell’ordine solo il giorno successivo, dopo essere stata colta da un malore. In seguito a ciò, la ragazza era stata visitata in una clinica di Milano dove le erano state riscontrate, oltre a un trauma cranico, anche contusioni multiple e una frattura a una costola guaribili in 30 giorni. La 16enne vittima di violenza, è stata dimessa nelle ore successive dalla clinica milanese, con gli agenti della volante e della Polfer che si sono messi alla ricerca dei due aggressori, che la stessa vittima avrebbe descritto come due nordafricani. La studentessa aveva riferito agli inquirenti, nel corso della sua denuncia, la sensazione di essere seguita da qualcuno. Per tale ragione le Forze dell’Ordine ora starebbero procedendo con l’analisi delle telecamere di videosorveglianza presenti nel tragitto percorso dalla 16enne tra la scuola e la stazione dei treni. I sospetti della vittima si sarebbero concentrati su un uomo, con il quale aveva avuto contatti in passato su Facebook; lo stesso che però con l’interrogatorio qualche giorno fa sembra aver dato una svolta forse decisiva alle indagini e che purtroppo rivelano la possibilità di una grande e immensa bugia ingigantita a questo punto colpevolmente.



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