Biologo non obiettore/ Rovigo, assunto per la fecondazione assistita, bando ad hoc: un altro caso San Camillo di Roma?

- La Redazione

Biologo non obiettore: fecondazione assistita, a Rovigo bando ad hoc. La decisione dopo l’obiezione di coscienza di due dipendenti (oggi, 24 febbraio 2017)

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Foto dal web

Dopo il rifiuto di due dipendenti, a Rovigo l’Ulss 18 ha indetto un bando per assumere un biologo non obiettore per la fecondazione artificiale. La vicenda, riportata da Il Gazzettino, è avvenuta al Centro di procreazione medicalmente assistita di Trecenta. Due biologhe hanno scelto l’obiezione di coscienza: 150 coppie che avevano già intrapreso il percorso e altre 320 in attesa sarebbero state quindi in difficoltà. Da qui la decisione di pubblicare un bando di selezione in cui è stato specificato che l’obiezione costituisce “giusta causa di recesso dell’Azienda in quanto la prestazione lavorativa diverrebbe oggettivamente inesigibile”. Tutto si è svolto nei mesi scorsi e già il nuovo biologo non obiettore è stato assunto. Il caso però fa ora discutere dopo la polemica scoppiata all’ospedale San Camillo di Roma dove è stato emesso un bando per l’assunzione di due dirigenti medici ginecologi abortisti. il nuovo direttore generale dell’Ulss 18 di Rovigo, Antonio Compostella, ha sottolineato che “si tratta di un caso diverso rispetto a quello di cui si discute in queste ore ma riguarda sempre la libertà di scelta dei professionisti. Per la Pma il ruolo del biologo è decisivo”. La procreazione medicalmente assistita è disciplinata dalla legge 40 del 19 febbraio 2004. Ma una sentenza della Cassazione del 2014 ha riconosciuto la possibilità, in specifici casi, di fecondazione eterologa, cioè con gameti o ovuli ricavati da donatori esterni alla coppia. E’ per questo motivo che le due biologhe del Centro di procreazione medicalmente assistita di Trecenta si sono appellate alla possibilità di obiezione di coscienza.



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