KILLER DELLA UNO BIANCA / Alberto Savi, permesso premio dopo 23 anni di carcere: la vedova Zecchi amareggiata (Oggi, 24 febbraio 2017)

- La Redazione

Killer della Uno Bianca, ultime news: concesso un permesso premio di 12 ore ad Alberto Savi, condannato all’ergastolo per gli omicidi, dopo 23 anni di reclusione.

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Alberto Savi

Dopo aver scontato già 23 anni di reclusione, Alberto Savi, il killer della Uno Bianca, condannato all’ergastolo, ha chiesto ed ottenuto un permesso premio destinato a lasciarsi dietro non pochi strascichi. Ne dà notizia oggi Repubblica.it, specificando come l’ex poliziotto 52enne detenuto presso il penitenziario di Padova, avrebbe già beneficiato del permesso premio della durata di 12 ore, dalle 8:00 alle 20:00, trascorso in una comunità protetta. La procura della Repubblica si era definita contraria al permesso da parte del giudice di sorveglianza il quale aveva dato l’ok lo scorso dicembre, al punto da aver presentato ricorso. A permettere il conferimento delle 12 ore di libertà dopo 23 anni di reclusione, sarebbero state alcune relazioni degli operatori del carcere padovano, presentate dallo stesso Savi. Al loro interno veniva confermato il percorso di pentimento che il 52enne avrebbe da tempo intrapreso, affiancato dal suo impegno lavorativo nel call center del carcere per conto del Cup dell’Azienda ospedaliera dell’Usl 16 di Padova ed in una successiva realtà lavorativa. Oltre alla procura della Repubblica, ad aver accolto con immensa delusione ed amarezza la notizia resa nota solo oggi, è stata anche la vedova Rosanna Zecchi, presidente dell’associazione vittime della Uno Bianca, incredula di fronte al permesso premio concesso al killer e del quale non ne comprende le reali motivazioni: “Certo non lo ritengo giusto. I nostri morti non li ottengono, i permessi premio”. A sua detta, alla luce delle vite spezzate con “crudeltà disumana”, lei non avrebbe accordato alcun permesso. Secondo le indiscrezioni, ad aver inciso sulla decisione del giudice in merito alle 12 ore di libertà concesse al minore dei fratelli Savi potrebbe essere stata una lettera che il killer della Uno Bianca avrebbe inviato a Monsignor Zuppi, arcivescovo di Bologna, al quale il 52enne si dichiarava pentito e chiedeva perdono. Allo stesso vescovo, anche Rosanna Zecchi aveva inviato un memoriale sui terribili delitti della Uno Bianca. “La giustizia divina può perdonare, la giustizia terrena è un’altra cosa. I responsabili di tante morti devono pagare”, ha commentato in merito. (Emanuela Longo)



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