SCRITTORE OMOSESSUALE/ Contro le associazioni gay che ci trattano come carne da macello

- La Redazione

Giorgio Ponte contro le associazioni di gay: per lo scrittore speculano sulla fragilità degli omosessuali e li trattano come carne da macello. L’intervista a La Verità dopo il caso Unar

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Giorgio Ponte (da Facebook)

Le associazioni di gay sono club per sessuomani che sfruttano benefici fiscali: Le Iene hanno scoperto l’acqua calda per Giorgio Ponte, scrittore omosessuale che condanna il giro d’affari dei locali per soli uomini, trattati come carne da macello. Il 32enne si è focalizzato sul mercato che si cela dietro i locali gay, su cui il programma di Italia1 ha realizzato un servizio che ha fatto molto discutere. Per l’autore di “Io sto con Marta” dietro questi locali ci sono interessi economici e derive sociali e di culturale non hanno nulla. «Sono luoghi che campano facendo fare sesso alla gente» ha dichiarato Giorgio Ponte a La Verità. Lo scrittore, però, non trova affatto casuale l’attenzione de Le Iene al caso, che potrebbe essere stato scoperchiato grazie alla soffiata di qualcuno. Una mossa per screditare l’Unar e la Presidenza del Consiglio? C’è poi la questione della dipendenza sessuale nel mondo gay: la compulsività nasce per Giorgio Ponte da un bisogno di amore e di identità mai risolto e che si cerca di appagare col sesso.

Le associazioni di gay sono come spacciatori di droga che speculano sulla fragilità dei tossicodipendenti: per lo scrittore Giorgio Ponte il giro d’affari dietro i locali per omosessuali è molto importante. Nessuno obbliga i gay a frequentare questi locali, ma le ferite emotive che si hanno dentro possono portare alla ricerca spasmodica di sé negli altri. Il sesso pone un freno, ma solo temporaneo, perché resta quel senso di vuoto che poi spinge nuovamente a cercare altri incontro in un circolo vizioso che può essere interrotto – stando a quanto raccontato dallo scrittore a La Verità – con un esercizio di liberazione. «Solo quando sei in grado di dire no all’automatismo, riprendendo tu il controllo delle tue scelte, vuol dire che hai iniziato a stare bene» ha dichiarato Giorgio Ponte, secondo cui i locali per gay sono pericolosi, perché in questi posti non si utilizza il preservativo. Il locale spesso provvede a fornire profilattici, ma nessuno li usa. Un paradosso, considerando che potrebbero fare campagne di sensibilizzazione. 



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