VALENTINA SALAMONE / Impiccata 7 anni fa, parte il processo: finto suicidio e accuse all’amante Nicola Mancuso (oggi, 27 febbraio 2017)

- La Redazione

Valentina Salamone, impiccata nel 2010, parte ora il processo: dal finto suicidio alle accuse di omicidio contro l’ex amante Nicola Mancuso. Ultime notizie di oggi 27 febbraio 2017

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Immagini di repertorio (LaPresse)

Si apre dopo 7 anni fa il processo sulla morte di Valentina Salamone, una splendida ragazza 19enne di Biancavilla (Catania) morta impiccata il 24 luglio 2010: la svolta qualche mese fa con la Corte di Assise che fissa al 10 aprile l’apertura del processo dopo anni di critiche, discussioni e finte ricostruzioni dopo i primissimi ritrovamenti del cadavere. 19 anni, una bellissima ragazza viene ritrovata in una villetta di Adrano e in un primo momento si pensa al suicidio, ovviamente: eppure qualcosa non convince e dopo mesi il caso viene riaperto in seguito ad alcune tracce ritrovate contro il suo ex amante, Nicola Mancuso, e contro un altro “ignoto 1” isolato ma ancora non identificato dai Ris di Messina. A La Vita in Diretta in questo momento, il caso di Valentina Salamone viene trattato con una esclusiva intervista con la famiglia della ragazza che non ha dubbi; “è stata uccisa, non ci sono dubbi e siamo contenti che dopo tutti questi anni si può finalmente andare a processo contro Mancuso e il misterioso “ignoto 1”.

La morte di Valentina Salamone venne inizialmente archiviata come suicidio, ma la Procura generale di Catania, dopo aver avocato a sé l’inchiesta, confortata dalle perizie del Ris, ha chiesto il rinvio a giudizio per Mancuso. «I fatti avvennero la sera del 23 luglio in una casa di campagna di Adrano. Stando a quanto ricostruito sin qui, Valentina sarebbe diventata “opprimente” per Mancuso, sposato a padre di tre figli, intenzionato a recidere il legame con la ragazza. Fra i due, quella sera, sarebbe nata una discussione sfociata in lite» riporta la ricostruzione di Yvii 24 sul caso di Biancavilla che ha sconvolto tutti: le prove contro la prima ricostruzione relegata come “suicidio” sono diverse. Per prima cosa, Valentina fu ritrovata impiccata con una corda al collo (larga e non stretta), legata ad una tettoia. La prova “regina” contro l’imputato sarebbe contenuta nelle tracce di sangue “misto” (dei due insieme) trovate sotto la scarpa di Valentina. Mancuso, condannato in secondo grado a 14 anni per associazione mafiosa finalizzata al traffico di droga, è già stato arrestato per l’omicidio di Valentina, ma è stato poi rimesso in libertà dal Tribunale del riesame e continua a ritenersi innocente. Ora il prossimo 10 aprile ci sarà nuova udienza dove si proverà a dimostrare la colpevolezza del Mancuso, ma intanto per la famiglia “è una conquista che si possa finalmente parlare della verità, ovvero che Valentina è stata uccisa, questa è l’unica cosa certa in tutta questa storia”.



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