MENINGITE / News, Chieti: è morta la 51enne affetta da rara forma del virus meningocco (Ultime notizie oggi, 6 febbraio 2017)

- La Redazione

Meningite news, solo 12 delle 80 persone vicine al barista di 25 anni di La Spezia sono state sottoposte a profilassi. 300 cittadini impauriti hanno raggiunto gli uffici (6 febbraio 2017).

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Allarme meningite (LaPresse)

È purtroppo morta la 51enne di Morino, ricoverata a Chieti per una rara forma di meningite che in brevissimo tempo ha spento ogni possibilità di salvarla da parte dei medici dell’ospedale abruzzese. Non ce l’ha fatta, come riporta il sito online de Il Centro, Mariella Federici, colpita da forte influenza qualche giorno fa e che purtroppo in pochissimo tempo ha visto prima bloccarsi tutti gli arti, poi una forte crisi respiratoria e infine il ricovero forzato dove è stat scoperto un caso assai raro nelle medicina moderna. La donna era affetta da Listeria monocytogenes, una rara forma di meningite non contagiosa. La donna poi per una complicazione è stata trasferita a Chieti dove c’era la terapia intensiva e dopo qualche giorno la situazione era migliorata. Oggi, improvvisamente, alle 13.30 è morta dopo un’altra improvvisa complicazione. Come riporta anche l’Asl Abruzzo, non deve scattare nessuna psicosi visto che si tratta di una forma di meningite non contagiosa e senza pericolo per chi è vissuto attorno alla donna 51enne originaria vicino a L’Aquila.

Drammatica conclusione per il 25enne barista di La Spezia malato di meningite fulminante e da ieri pomeriggio avviato all’iter di morte celebrale. Come riporta l’Ansa Liguria, «Sono iniziate poco dopo le 16 le procedure per l’accertamento della morte cerebrale del barista e studente spezzino di 25 anni ricoverato da venerdì mattina all’ospedale Sant’Andrea per meningite meningococcica con sepsi. E’ l’atto che porta alla dichiarazione di morte. Le condizioni del 25enne erano precipitate nelle ultime ore». Questa mattina la profilassi p scattata all’Asl di La Spezia, con l’effetto psicosi che purtroppo non si placa: si sono presentati circa in 80, specie giovani, per effettuare i controlli di rito, ma la vera profilassi è stata prescritta solo a 12 di loro. Questo conferma quanta paura a volte indiscriminata sorga in questi ultimi mesi per il pericolo meningite: Asl e Regione hanno consigliato la profilassi a coloro che hanno avuto contatti stretti con il giovane e a coloro che frequentano il locale dove lavora il 25/enne, che le istituzioni sottolineano può essere frequentato senza problemi. Ieri oltre 300 le persone ricevute dalla Asl, segnala ancora l’Ansa.

A causa dell’emergere di casi di meningite sempre più gravi, continua ad accrescere la paura fra la popolazione di una possibile epidemia in atto. Su questo argomento è intervenuto in questi giorni anche Giulio Gallera, l’Assessore al Welfare della Lombardia, riguardo alla morte di una 32enne a Luino. Arrivate le conferme che la donna, infatti, è stata colpita da “meningite di tipo pneumococcico” ed è stato pertanto escluso che si sia trattato di un’infezione da meningococco ed il conseguente contagio. “Dalle indagini effettuate”, riferisce Gallera a Faro di Roma, “è emerso che la paziente rientrava in quelle categorie definite ‘soggetti a rischio’ (anziani o pazienti con patologie gravi)”, che riguardano 500 decesssi l’anno. Smentita quindi l’emergenza medica ed è stato ribadito ancora una volta che la maggiore risonanza mediatica dei casi di meningite avvenuti in Italia sta alimentando un timore legittimo ma infondato. 

In queste ore dovrebbero arrivare i primi aggiornamenti riguardo al barista i 25 anni che è stato ricoverato lo scorso venerdì presso l’ospedale Sant’Andrea di La Spezia. L’elettroencefalogramma stabilirà infatti se il ragazzo presenta un miglioramento dal punto di vista neurologico oppure se il peggioramento delle ultime ore sarà in aumento. Nel frattempo, solo 12 delle 80 persone individuate fra amici e familiari sono state sottoposte alla profilassi prevista in questi casi, come sottolinea La Repubblica. Questo particolare confermerebbe oltretutto come il caso abbia suscitato un’ingiustificata psicosi, soprattutto per quanto riguada il locale in cui lavorava il giovane. L’assessorato alla Sanità della Regione ha già annunciato che il luogo non è a rischio, ma questo non ha fermato 300 persone a raggiungere gli uffici per sottoporsi alla vaccinazione. 

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