ISABELLA NOVENTA / News, beni dei tre indagati “congelati”: i Sorgato volevano occultarli o venderli? (Quarto Grado, oggi 10 febbraio 2017)

Isabella Noventa, ultime news: il caso della segretaria uccisa un anno fa a Quarto Grado. Il gup ha disposto il sequestro conservativo sui beni sui tre imputati.

09.02.2017 - La Redazione
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Isabella Noventa

Nella prima serata di oggi, la trasmissione Quarto Grado dedicherà un’ampia parentesi al caso di Isabella Noventa con le ultime novità relative al terzetto indagato. L’attenzione nelle passate ore si è concentrata nello specifico sulla decisione del giudice di congelare i beni dei fratelli Sorgato e di Manuela Cacco. La motivazione è legata al timore che il trio possa occultare o vendere quanto il loro possesso, evitando così di risarcire le parti civili. Questa paura, come rivela Il Mattino di Padova, è sorta essenzialmente dopo alcune intercettazioni che hanno riguardato soprattutto Debora e Freddy Sorgato. In merito ai due fratelli accusati di aver ucciso Isabella Noventa, il giudice ha scritto nel suo provvedimento: “Debora non dispone di un patrimonio adeguato ma in colloqui in carcere con la madre manifesta la volontà di occultare i beni”. Le conversazioni in oggetto risalirebbero allo scorso 30 settembre. Ed ancora su Freddy Sorgato il gup cita altre intercettazioni nelle quali “fa riferimento alla possibilità di vendere i beni” e certamente non per pagare i risarcimenti spettanti alle parti civili.

Un vero e proprio colpo di scena nell’ambito del caso sul delitto di Isabella Noventa, negli ultimi tempi è stato rappresentato dalla presenza di alcuni fotogrammi rimasti inediti fino all’udienza preliminare e resi noti in aula dal pm. Il riferimento è ad un video ripreso dalle telecamere comunali e che immortalano l’auto di Debora Sorgato tra le 0:23 e le 0:43 della notte del 16 gennaio 2016. Debora, una delle tre persone in carcere per l’omicidio di Isabella Noventa, potrebbe non essere da sola nella sua auto almeno stando alle parole di chi ha potuto visionare attentamente l’immagine in questione e che potrebbe incastrarla ulteriormente alle sue responsabilità. Oltre a Debora, potrebbe esserci al suo fianco anche il fratello Freddy. L’identificazione sarebbe emersa da alcuni dettagli importanti che il fratello della vittima avrebbe riconosciuto, come dallo stesso dichiarato alla trasmissione Chi l’ha visto: si tratta della felpa grigia che l’ex autotrasportatore indossava anche in una celebre intervista alla medesima trasmissione, ma anche un orologio con quadrante nero, al polso del passeggero e che potrebbe appartenere sempre a Freddy Sorgato. Lo stesso aveva ricevuto in dono un orologio dalla descrizione simile proprio dall’ex fidanzata Isabella Noventa, orologio che forse era simile a quello indossato dalla vittima, come emerge da una nota foto che li immortalava insieme in un locale. A questo punto è probabile che Debora abbia mentito asserendo, nel suo memoriale, di essere in casa a dormire la notte del delitto di Isabella Noventa.

Il giudice Cesaro, lo stesso che ha deciso per il rinvio a giudizio dei tre imputati per il delitto di Isabella Noventa, nei giorni scorsi ha deciso di firmare anche un ulteriore provvedimento. Si tratta del congelamento dei beni dei fratelli Freddy e Debora Sorgato così come di Manuela Cacco. Tutti e tre i presunti responsabili della morte della segretaria 55enne di Albignasego, sono stati ammessi al giudizio abbreviato, con partenza dal prossimo 9 maggio. Intanto, il gup ha spiegato all’interno del provvedimento le motivazioni che hanno portato allo stesso, come ribadito dal quotidiano Il Mattino di Padova. Tutto sarebbe da ricondurre alla gravità dei reati contestati al cosiddetto “trio diabolico”. Parliamo per l’esattezza dell’omicidio volontario premeditato di Isabella Noventa e della soppressione di cadavere, ai quali si aggiunge anche lo stalking e la simulazione di reato per la sola ex tabaccaia veneziana, Manuela Cacco. A detta del giudice, dunque, alla luce della gravità dei reati sussistono delle fondate ragioni per dubitare che, durante l’intero periodo del processo, i beni dei tre imputati potrebbero essere sottratti alle ragioni di credito delle parti civili (i familiari stretti della vittima e l’ex marito), poiché gli stessi Sorgato e Cacco, anche con l’aiuto di terzi, potrebbero disperdere o nascondere il denaro sotto sequestro, quello depositato in conti e quello ricavato dalla vendita di titoli, azioni e immobili. La stessa Debora, ad esempio, intercettata in carcere aveva espresso alla madre il desiderio di occultare i beni, e lo stesso vale anche per Freddy Sorgato, anche lui intercettato mentre manifestava la medesima volontà.

Il caso di Isabella Noventa approda anche questa settimana nella nuova puntata della trasmissione Quarto Grado, in onda questa sera su Rete 4. Il programma aggiornerà i telespettatori sull’intricata vicenda, in attesa dell’inizio del processo a carico di Manuela Cacco, Freddy e Debora Sorgato, il “trio diabolico” rinviato a giudizio per l’omicidio volontario della segretaria 55enne, consumatosi nella notte tra il 15 ed il 16 gennaio di un anno fa. Nei giorni scorsi il gup del Tribunale di Padova ha accettato la richiesta avanzata dalle difese dei tre imputati e relativa alla scelta del rito abbreviato. Nelle passate ore, invece, lo stesso giudice ha preso un’ulteriore importante decisione. Si tratta del sequestro conservativo sui beni dei fratelli Sorgato e dell’ex tabaccaia veneziana per il valore di un milione di euro. A darne notizia è il quotidiano Il Mattino di Padova nella sua edizione online che evidenzia come il “congelamento” dei beni sia finalizzato ad evitare che possano essere fatti sparire mettendoli così al riparo dalle pretese delle parti civili rappresentate dalla famiglia della povera Isabella Noventa e dall’ex marito Piero Gasparini. Le stesse parti civili, in realtà, hanno avanzato una richiesta di risarcimento danni pari a 2 milioni e 100 mila euro (per quanto riguarda i familiari più stretti della vittima) e 400 mila euro da parte dell’ex marito Piero Gasparini. Dopo aver comunicato il provvedimento alle difese dei tre imputati così come ai legali di parte civile, nei prossimi giorni si assisterà all’intervento di un ufficiale giudiziario che provvederà al sequestro in solido. Questo significa che tutti quei beni definiti “facilmente aggredibili” saranno immediatamente congelati cautelando così le parti civili. Il giudice, in merito ai beni da considerare bloccati, ha effettuato una selezione. Ecco allora che in riferimento a Debora Sorgato sono stati esclusi i beni vincolanti, ovvero i conti correnti a lei intestati poiché madre di un bambino minorenne. Il sequestro dei beni di Freddy Sorgato riguarda invece il 50% di quelli cointestati con la madre e le quote sociali della società immobiliare Maison srl. In riferimento a Manuela Cacco, infine, il gip avrebbe definito il suo patrimonio “inadeguato” ma avrà la possibilità di incontrare in cella nel carcere di Venezia un notaio per affidare una procura speciale alla sua difesa al fine di vendere il suo negozio (già in vendita da alcuni mesi sebbene nessuno voglia acquistarlo). A portare a tale provvedimento da parte del giudice sarebbe stata proprio la gravità dei reati contestati ai Sorgato e alla Cacco. Nel corso della trasmissione Mediaset saranno resi noti nuovi dettagli, retroscena e aggiornamenti sull’intricato caso che vede ancora l’assenza del cadavere di Isabella Noventa.

Le ultime immagini inedite sul caso di Isabella Noventa, emerse nel corso dell’udienza preliminare e rese note dal pm, hanno aperto a nuovi importanti interrogativi. La trasmissione Chi l’ha visto si è occupata anche ieri dell’omicidio della segretaria 55enne di Albignasego, analizzando ancora una volta le immagini che immortalano l’auto di Debora Sorgato con a bordo quelli che sembrano essere due soggetti. A commentarle è stato il fratello della vittima, Paolo Noventa, che ha asserito ai microfoni del programma di Rai3: “Si vedono due mani appoggiate sulle ginocchia, non c’era il giubbino bianco di mia sorella, per cui non era mia sorella la persona a bordo e non era neppure la Cacco perché girava con la sua macchina in quello stesso minuto”. Manuela, infatti, nei medesimi frangenti veniva immortalata a bordo della sua Polo attorno alla casa di Freddy Sorgato, anche lei ripresa dalle telecamere. Per il pm, dunque, in auto ci sono quindi Freddy e Debora Sorgato. Importanti due elementi: sul lato passeggero si distinguono due mani e al polso sinistro un orologio. Il fratello Paolo ha aggiunto in merito: “Mi sembrava la felpa grigia e l’orologio. La felpa grigia era quella che portava (Freddy, ndR) anche nella vostra intervista e l’orologio, mi sono informato e mia sorella gli ha regalato un orologio nei tempi in cui andavano d’accordo”. La Procura, dunque, non avrebbe dubbi: in quelle immagini Debora sarebbe alla guida e Freddy al suo fianco, mentre nel portabagagli ci sarebbe il corpo senza vita di Isabella Noventa.

Il caso di Isabella Noventa è stato affrontato anche ieri sera nel corso della trasmissione Chi l’ha visto. Dopo la notizia della richiesta del sequestro dei beni a carico di tutti e tre gli imputati, l’attenzione si è spostata sul discusso video che incastrerebbe Debora Sorgato e il fratello Freddy. I frame inediti sono stati resi noti per la prima volta dal pm nel corso dell’udienza preliminare, prima che i tre indagati venissero rinviati a giudizio. Le immagini proverebbero la presenza nella vettura di Debora Sorgato di due soggetti: potrebbero essere proprio i due fratelli ora in carcere accusati dell’omicidio di Isabella Noventa. Come evidenziato da un video trasmesso nel corso della puntata di ieri, nell’auto, dietro il parabrezza ed accanto al conducente, sembra esserci una seconda persona. Due mani e un orologio sarebbero ben visibili e smentirebbero il racconto di Freddy e della sorella Debora. Il primo ha sempre raccontato di aver fatto tutto da solo (dopo la morte di Isabella Noventa per un incidente erotico si sarebbe disfatto del corpo gettandolo nel fiume Brenta), la seconda in un memoriale aveva rivelato di essere stata a casa, a dormire, mentre la segretaria di Albignasego veniva uccisa.

Sono stati sequestrati in modalità conservativa i beni del terzetto imputato di aver ucciso Isabella Noventa: l’annuncio ieri sera durante Chi l’ha visto con i fratelli Freddy e Debora Sorgato e l’amante Manuela Cacco. Il valore dei beni congelati riguarda almeno un milione di euro, “congelati” per evitare che possano essere venduti, spesi o messi al riparo durante il procedimento penale che verrà posto nei prossimi mesi con l’inizio del processo. Infatti, le parti civili hanno già presentato una richiesta di risarcimento per 2 milioni e 100 mila euro (la madre Ofelia, il fratello Paolo e la cognata oltre alle due nipoti) e 400 mila euro (l’ex marito nonché amico da una vita di Isabella, Piero Gasparini). Ma come avviene il congelamento effettivo dei beni di proprietà del terzetto accusato dell’orribile uccisione e sparizione del cadavere di Isabella Noventa? Come spiega il Messaggero Veneto, «a brevissimo un ufficiale giudiziario provvederà all’esecuzione che è “in solido”. Il che significa che i beni più facilmente “aggredibili” saranno congelati e sottratti alla disponibilità del proprietario-imputato. Di fronte al timore di perdere la garanzia del credito, cioè di non veder soddisfatta la pretesa di ristoro in caso di condanna, le parti civili possono chiedere una tutela immediata con questo provvedimento cautelare la cui esecuzione deve avvenire entro 30 giorni a cura dell’ufficiale giudiziario».

Il caso di Isabella Noventa, la segretaria di Albignasego misteriosamente scomparsa nella notte del 15 gennaio 2016, dal mese di maggio arriverà ufficialmente nelle aule di giustizia. E’ attesa per il prossimo 9 maggio, infatti, la prima udienza del processo a carico del trio diabolico formato da Manuela Cacco e dai fratelli Freddy e Debora Sorgato, tutti rinviati a giudizio con rito abbreviato. Le accuse sono di omicidio volontario premeditato e distruzione di cadavere, ma a carico di Manuela Cacco ci sarebbe anche lo stalking e la simulazione di reato, in riferimento rispettivamente alle minacce che si ripeterono per circa un anno a scapito della povera Isabella Noventa e per aver fatto finta di perdere il cellulare con il quale, secondo l’accusa, avrebbe perseguito la vittima nei mesi precedenti al suo delitto. Intanto, per quanto riguarda l’ex tabaccaia veneziana – la quale sta incontrando non poche difficoltà nella vendita del suo negozio – la sua difesa non avrebbe alcuna intenzione di chiedere la modifica della misura cautelare a suo carico. Ne dà notizia il quotidiano online La Nuova di Venezia e Mestre, accogliendo le parole dell’avvocato difensore della donna, la sola ad aver dimostrato l’intenzione di voler collaborare con gli inquirenti in merito al delitto di Isabella Noventa. Prima del processo con rito abbreviato (e probabilmente della sentenza), l’avvocato Alessandro Menegazzo non sarebbe intenzionato a chiedere la scarcerazione o gli arresti domiciliari in favore della sua assistita. E’ fiducioso il legale di Manuela Cacco, certo di poter vedere confermata la sua linea difensiva in sede di processo e questo alla luce delle dichiarazioni che l’imputata avrebbe reso nei mesi scorsi e che, sempre a detta del suo avvocato, sarebbero state ritenute credibili sia dalla magistratura che dalla parte civile rappresentata dal fratello della vittima. La linea difensiva alla quale fa riferimento l’avvocato Menegazzo appare più che chiara: Manuela Cacco non avrebbe nulla a che fare con l’omicidio di Isabella Noventa. Nel frattempo, nei giorni scorsi è tornata a parlare la madre della segretaria uccisa, la signora Ofelia: “Mi affido totalmente alla giustizia e spero in un regolare processo e in una pena giusta come lo sarebbe solo l’ergastolo. Per tutti e tre”, ha dichiarato l’anziana donna, come riporta Il Mattino di Padova. Una speranza che nasce dalla totale assenza di pentimento da parte di Manuela Cacco e dei fratelli Sorgato rispetto al terribile delitto del quale è stata vittima la povera Isabella Noventa. “Nessuno di loro ha speso una parola per mia figlia, anzi l’hanno continuata a denigrare anche da morta”, ha aggiunto la madre, affranta dal dolore. Alla donna, oggi, non è rimasto che chiedere al trio diabolico di poter riavere indietro almeno il corpo dell’amata figlia, mentre le relative difese si preparano in vista dell’importante prova che segnerà l’inizio del processo ai tre soggetti rinviati a giudizio.

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