DJ FABO / Antonio Socci, lettera alla figlia Caterina: “una legge per chi soffre ma vuole vivere”

- La Redazione

Dj Fabo, Antonio Socci scrive alla figlia Caterina: “grazie che testimoni una vita degnamente vissuta. Una legge anche per chi soffre e però sceglie di continuare a vivere”. Oggi 1 marzo

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Dj Fabo (Fabiano Antoniani)

Dj Fabo, ma anche eutanasia, voglia di vivere e sofferenza: tutto in una lettera che il giornalista Antonio Socci pubblica oggi su Libero Quotidiano indirizzata alla figlia Caterina (da anni malata in seguito ad arresto cardiaco e coma ma in lenta e prodigiosa ripresa con una lunghissima riabilitazione ancora in corso). «Cara Caterina, ieri hai voluto che sulla tua pagina Facebook fosse scritto «La vita è sempre bellissima» e poi le parole del salmo 138, “ti lodo perché mi hai fatto come un prodigio”». Inizia così la lunga lettera di Socci alla figlia dove rivisita il caso Dj Fabo sotto una luce diversa da quanto visto in questi giorni complessi e di profondo dolore per il suicidio assistito compiuto dal ragazzo ex dj. «So che sei addolorata per Fabiano, questo nostro fratello per cui preghiamo e di cui oggi tutti parlano. Pregare per lui è il modo per volergli ancora bene, ma nessuno invita a pregare perché pensano sia tutto finito e che si tratti solo di invocare leggi che permettano in Italia ciò che fanno altrove». Poi il riferimento al problema che in questi giorni alimenta il caso di Fabiano, ovvero la richiesta e necessità di una legge che normi il fine vita e i possibili casi di eutanasia. «Repubblica titola: “L’addio di Dj Fabo, ora la legge”. Ma c’è qualcuno che invece chiede leggi e interventi pubblici a favori di chi vuole vivere e guarire?». Proprio questo il punto, come la figlia Caterina ci sono migliaia di altri casi in Italia di persone che nella sofferenza più atroce sceglie di amare la vita fino in fondo e testimoniare a tutti la dignità estrema di una sola singola vita umana. «Purtroppo la vita di tanti che lottano, come te, Caterina, per vivere e per guarire non scuote l’Italia.

Eppure la tua grinta, la tua fede e il tuo coraggio sono una luce che illumina tutti quelli che ti conoscono. E quanti altri giovani come te abbiamo conosciuto durante questa nostra avventura. Chi chiede leggi per sostenere la loro lotta? E chi difende i più piccoli e indifesi che non hanno voce? Chi aiuta, per esempio, una grande donna come Paola Bonzi del «Centro di aiuto alla vita» della Mangiagalli, che ha salvato più di 17mila bambini (e 17mila mamme) dall’aborto? Eppure nessuno è più debole e indifeso di un bambino nel grembo e della sua madre». Socci ricorda che proprio il non arrendersi che ha permesso per secoli l’evoluzione della medicina, e non solo: «i cristiani vengono rappresentati come sadici che vogliono far soffrire le persone, ma è stata la Chiesa a inventare i primi nosocomi e centri di cura». Il messaggio commovente finale guarda a Dj Fabo e a tanti altri casi nascosti nell’ombra con la stessa problematica: «Caterina, Io e tua madre siamo sempre commossi quando – a chi ti chiede se sei felice – tu rispondi decisa (col tuo linguaggio): «Sì!». E sappiamo perché rispondi così. Perché sei amatissima. Perché Gesù è qui. Con noi. E non ci abbandona mai. È Lui che ci sostiene in questa lotta. Ed è con Lui che saremo poi nell’eternità, insieme a tanti altri amici. Per la grande Festa». Ogni istante della nostra esistenza è prezioso, ricorda Socci o meglio, testimonia la figlia con la sua vita a lui, alla madre e a tutto il mondo che osserva una vita del tutto degna di essere vissuta. Come quella di Caterina, di Fabo e di tutti noi. (Niccolò Magnani)



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