FINTO AMBASCIATORE SUICIDA / Zevio, Stefano Bampa trovato morto in un casolare (Oggi, 1 marzo 2017)

- La Redazione

Finto ambasciatore suicida, ultime news: dopo oltre un mese dalla sua scomparsa, ritrovato a Zevio senza vita Stefano Bampa. Il 32enne si sarebbe impiccato.

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Immagini di repertorio

Era trascorso oltre un mese dalla misteriosa scomparsa di Stefano Bampa, il 32enne di San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, il quale aveva fatto perdere le sue tracce dopo essersi finto ambasciatore. Dopo i numerosi appelli della compagna, così come degli amici ed ovviamente della famiglia, lo scorso martedì il suo corpo è stato ritrovato privo di vita in un casolare a Zevio, nel veronese. A darne notizia è il quotidiano Corriere del Veneto, che rivela il suicidio di Stefano Bampa. L’uomo avrebbe deciso di farla finita probabilmente in seguito ai nuovi guai con la giustizia. A trovare il suo cadavere sono stati tre agricoltori della zona, i quali dopo aver visto una sagoma oscillare all’interno di una vecchia stalla, avrebbero immediatamente dato l’allarme. All’arrivo delle forze dell’ordine, i militari si sarebbero trovati di fronte al corpo del finto ambasciatore suicida, il quale avrebbe quasi certamente deciso di farla finita il giorno stesso della sua scomparsa, lo scorso 25 gennaio, impiccandosi con una corda. Le indagini sono proseguite percorrendo esclusivamente la strada del suicidio ed escludendo quindi il coinvolgimento di altre possibili persone. Ora si attende l’autopsia per una maggiore conferma, ma da una prima ispezione del cadavere, la morte sarebbe da far risalire proprio ad oltre un mese fa. Il medesimo giorno della sua scomparsa, la polizia si era presentata presso il suo ufficio per una perquisizione, su richiesta della procura di Vicenza. Stefano Bampa era indagato a piede libero, insieme altri due colleghi, per i reati di sostituzione di persona, usurpazione di funzioni pubbliche e possesso di segni distintivi appartenenti alle forze di polizia. La segnalazione a suo carico era scattata da parte del presidente del tribunale berico Alberto Rizzo, contattato lo scorso gennaio da Bampa, fintosi ambasciatore della “Igo-International Commission of Diplomatic Relations Human Rights and Peace”. L’uomo si era addirittura presentato con la sua “scorta” (i due colleghi indagati) al fine di farsi accreditare presso le istituzioni ed aveva intenzione di presentare a Rizzo un fantomatico progetto di servizio scorta alle vittime dei reati. Dopo i dubbi del presidente del tribunale erano partite le indagini da parte della procura e lo scorso 25 gennaio, nel corso della perquisizione negli uffici del 32enne erano stati sequestrati stemmi, bandiere e computer. Da quel giorno Stefano Bampa era misteriosamente scomparso, fino al recente ritrovamento del suo cadavere a Zevio.



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