Massoneria / Grande Oriente d’Italia, creato Collegio difensivo per tutela diritto di associazione

- La Redazione

Gli elenchi delle logge della Massoneria di Calabria e Sicilia verranno sequestrati dalla Guardia di Finanza: non erano stati consegnati come richiesto dall’Antimafia

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Immagini di repertorio

E’ stato istituito dal Grande Oriente d’Italia, che rappresenta la più numerosa comunione della Massoneria, un Collegio difensivo per la tutela del diritto di associazione. La creazione di un collegio di esperti della materia, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Agenparl, è stata voluta con “l’intento di sviluppare una ulteriore e successiva serie di iniziative a tutela degli iscritti e dei diritti fondamentali in tema di libera associazione, per come garantita dalla carta costituzionale e dalla normativa comunitaria, da sempre patrimonio della Libera Muratoria”. Il Collegio difensivo è costituito da: Prof. Giuseppe Bozzi, Prof. Giovanni Piccirilli, Prof. Vincenzo Zeno Zencovich, Avv. Giuseppe Zupo, Avv. Federico Donati, Avv. Raffaele D’Ottavio, Avv. Fabio Federico, Avv. Sergio Monticone, Avv. Carlo Petrone. Compito del Collegio sarà quello di valutare e promuovere tutte le iniziative, anche giudiziarie, dinanzi alle competenti sedi istituzionali.

La Commissione Antimafia aveva chiesto gli elenchi con i nomi degli affiliati alle logge della Massoneria di Calabria e Sicilia ma questi non sono stati consegnati e ora ad intervenire sarà la guardia di Finanza, che procederà alle perquisizioni. La Commissione parlamentare ha infatti deliberato all’unanimità il sequestro degli elenchi degli iscritti alla Massoneria, dal 1990 a oggi, alle logge di Calabria e Sicilia. Gli elenchi richiesti sono quelli de la Grande Oriente d’Italia, Gran Loggia Regolare d’Italia, Serenissima Gran Loggia d’Italia, Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori. A provvedere al sequestro sarà lo SCICO della Guardia di Finanza di Roma. La richiesta dell’Antimafia avviene nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti tra mafie e massoneria. Finora Rosy Bindi, presidente della Commissione, aveva chiesto più volte alle obbedienze massoniche la consegna di tali elenchi, ma ciò non era mai avvenuto. Ad accendere un faro sui rapporti tra mafie e massoneria sono stati gli sviluppi di alcune inchieste della Dda di Reggio Calabria e l’audizione della procuratrice aggiunta di Palermo, Teresa Principato, che ha parlato della rete di protezione di cui gode il boss latitante Matteo Messina Denaro.



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