7 anni di galera per aver giocato a Pokemon go in Chiesa/ Video, accusato di istigazione all’odio!

Ruslan Sokolovsky a processo per aver giocato a Pokemon Go: Russia, rischia 7 anni e mezzo di carcere. Le ultime notizie di oggi, 13 marzo 2017, sul blogger accusato di istigazione all’odio

13.03.2017 - La Redazione
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Pokemon Go (Foto: LaPresse)

La religione è una questione seria: lo ha capito Ruslan Sokolovsky, che rischia sette anni e mezzo di carcere per aver giocato a Pokémon Go in chiesa. Ad agosto sul suo blog ha pubblicato un video che lo ritrae impegnato nella caccia ai mostriciattoli virtuali nella cattedrale di Ekaterinburg, che sorge dove è stata uccisa la famiglia dell’ultimo zar, Nicola II. Inizialmente il 22enne è stato posto ai domiciliari, ma il 28 ottobre scorso il tribunale di Ekaterinburg ha ordinato la custodia cautelare in carcere, accusando il blogger di aver violato i domiciliari, perché un’amica gli aveva fatto visita per il suo compleanno. A febbraio è stato posto nuovamente ai domiciliari, ma oggi è cominciato oggi il processo a carico di Ruslan Sokolovsky, accusato di istigazione all’odio e violazione del diritto alla libertà di coscienza e di religione. Il giovane si è dichiarato non colpevole, spiegando di non aver avuto alcuna intenzione di offendere qualcuno o di incitare all’odio giocando a Pokemon Go in chiesa. «Se qualcuno si è sentito offeso dal video che ho pubblicato sul blog, chiedo sinceramente scusa. Io sono un ateo convinto, ma non ho nulla contro le religioni. Sono per la parità di diritti per tutti» ha dichiarato alla corte Ruslan Sokolovsky, pronto a fare appello alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Il blogger è stato anche accusato di possesso illegale di apparecchiature per l’acquisizione di informazioni segrete, perché nel suo appartamento è stata trovata una penna con una videocamera segreta. Il 22enne ha dichiarato di non essere il proprietario della penna, che tra l’altro può essere acquistata legalmente online. Gli investigatori, però, hanno scoperto che il ragazzo tra il 2013 e il 2016 ha pubblicato otto video nei quali ha insultato cristiani, musulmani e femministe. Amnesty International, come riportato da RFE/RL, ha definito la vicenda come un attacco alla libertà di espressione.



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