LUCA VARANI / Le parole della fidanzata un anno dopo: “non cambia l’amore che continuo a provare”

- La Redazione

Luca Varani, ultime news: nuovi guai in vista per Marco Prato dopo la scoperta di video pedopornografici nel suo cellulare. Ora rischia ulteriori 3 anni di carcere.

luca_varani_facebook
Luca Varani

E’ passato da qualche giorno il primo anniversario della morte di Luca Varani, il 23enne brutalmente ucciso nella casa di Manuel Foffo, al Collatino, dal trentenne reo confesso con la complicità di Marco Prato. Il primo non ha mai negato di essere stato capace di sfondare il cranio di Luca Varani e per questo è stato condannato in primo grado a 30 anni di carcere, a differenza di Marco Prato che continua a sostenere la sua innocenza al punto di esser pronto ad affrontare a breve un processo con rito ordinario. A non dimenticare la data dell’addio di Luca Varani è stata anche la sua fidanzata, Marta Gaia Sebastiani, che su Facebook continua a ricordare il forte sentimento che per numerosi anni l’ha legata e continua tuttora a legarla al 23enne ucciso. Lo scorso 7 marzo, sulla sua pagina social la ragazza ha riproposto un suo stato di un anno prima, scritto a distanza di soli tre giorni dalla violenza morte di Luca. “Sempre a distanza di un anno, ricordo che mentre scrivevo ogni singola parola, piangevo come una disperata. Mi sembrava come se avessero spezzato anche la mia di vita, che mi avessero rubato l’anima”, scrive la giovane. “A distanza di un anno molte cose sono cambiate ma non l’amore che continuo a provare anche se non ci sei più e mi manchi, anche solo da amico o da fratello, perché eri molto di più di un semplice fidanzato”, ha poi aggiunto, ribadendo il forte sentimento nei confronti del ragazzo che non c’è più. Parole che non potevano non essere associate alla sua foto preferita, quella che ritrae Luca Varani sorridente e lontano anni luce dal terribile epilogo che si è consumato il 4 marzo di un anno fa. Clicca qui per leggere lo stato.

La nuova clamorosa indiscrezione legata al delitto di Luca Varani e resa dal settimanale Giallo ha riguardato la presenza di video a carattere pedopornografico rinvenuti sul cellulare di Marco Prato. Questo potrebbe costare caro al 30enne che insieme a Manuel Foffo è accusato dell’omicidio del 23enne Luca Varani. Il medesimo settimanale di cronaca nera, ha ribadito come il contenuto shock sul dispositivo di Prato abbia in qualche modo scosso anche il suo complice, Manuel Foffo, condannato a 30 anni con rito abbreviato per l’omicidio del Collatino. Intercettato in carcere durante una conversazione con il fratello, l’omicida reo confesso si diceva incredulo al cospetto del fratello in riferimento a quanto da lui già rivelato agli inquirenti: “Se tu c’hai questo materiale vuol dire che sei deviato mentale perché, Roberto, io sono sicuro che dentro il telefonino tuo non ti è mai passato per la testa di avere le foto di un bambino nudo”. Lo stesso argomento è stato affrontato anche con il padre Valter: “Non stai bene se hai foto di ragazzini nudi. Secondo me questo avrà pure toccato qualcuno…”, diceva Foffo in carcere manifestando una certa inquietudine rispetto al tema delicato.

Il caso di Luca Varani, il 23enne massacrato il 4 marzo dello scorso anno all’interno dell’appartamento di Manuel Foffo, al Collatino, da quest’ultimo e, secondo l’accusa, dall’amico trentenne Marco Prato, continua a sconvolgere per la sua efferatezza e per gli inquietanti retroscena ad oggi emersi. Dopo la confermata sieropositività di Prato, emergono nuovi guai proprio a carico del pr di festini gay. E’ il settimanale specializzato in cronaca nera, Giallo, a confermare la presenza di video pedopornografici sul cellulare di uno dei due presunti assassini di Luca Varani, come emerso dalla relazione tecnica dei carabinieri dei Ris ed eseguita per conto della procura di Roma, consegnata il 30 maggio scorso, a distanza di quasi tre mesi dal terribile delitto del 23enne. Nella relazione, come riporta il medesimo settimanale diretto da Andrea Biavardi, i Carabinieri scrivono che tra i vari filmati rinvenuti sul cellulare di Marco Prato ci sarebbero “due video palesemente pedopornografici”. Non è tutto: uno dei due sarebbe stato condiviso il 28 febbraio dello scorso anno tramite l’app di messaggistica Whatsapp con l’utente memorizzato come “Ste Cam4”, poi individuato dagli inquirenti come l’amico di Prato, Stefano T. Il secondo video, invece, sarebbe stato memorizzato sullo stesso cellulare il 2 marzo, ovvero il giorno in cui insieme a Manuel Foffo diedero il via al folle festino a base di alcol e droga poi culminato con l’omicidio di Luca Varani due giorni dopo. Oltre ad essere un fatto oltremodo scabroso, la presenza di questo materiale nel cellulare di Marco Prato rappresenta anche un gravissimo reato punito per legge. Quali nuovi rischi, dunque, ci sarebbero a carico del trentenne? A spiegarlo è stato l’avvocato Daniele Bocciolini che ha rivelato come per il reato di detenzione di materiale pedopornografico si rischi fino a tre anni di detenzione o una multa non inferiore a 1549 euro. I Ris non sono riusciti a risalire agli autori dei video con protagonisti dei bambini né alla loro provenienza, ma a destare ulteriore scalpore è stato lo scambio di messaggi avuto tra Marco Prato e l’amico nella conversazione Whatsapp durante la quale uno dei presunti assassini di Luca Varani ha condiviso anche il filmato shock. Un dialogo disgustoso nel quale Prato chiede all’amico: “Ti eccita?”. Ancora più deplorevole la risposta: “Tantissimo”, “Super!”. Uno scambio, dunque, che racchiuderebbe non solo la semplice curiosità ma anche la depravazione di entrambi i soggetti. Lo scorso 12 ottobre, proprio in merito alla presenza di video pedopornografici nel suo cellulare, parlando con il padre in carcere Marco Prato è stato intercettato mentre cercava di giustificarsi asserendo: “E’ sempre stato ricevuto e mai ricercato”. Il riferimento è al materiale shock rinvenuto dai Ris ed al quale aveva fatto accenno sin da subito, nel corso di uno dei primi interrogatori, anche l’amico Manuel Foffo, condannato a 30 anni con rito abbreviato per il delitto di Luca Varani.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori