MARIA UNGUREANU/ Attesa per la decisione del Riesame: Daniel Ciocan andrà in carcere? (13 marzo 2017)

- La Redazione

Maria Ungureanu, ultime news: la criminologa Ursula Franco smentisce l’ipotesi di violenze a carico della vittima il giorno prima della sua drammatica morte.

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Maria Ungureanu

Non è ancora risolto il tragico caso legato alla morte misteriosa di Maria Ungureanu, ed attorno al quale sono emerse fino ad oggi due differenti quanto contrapposte tesi. Per la procura, così come per la difesa della famiglia della bambina, non ci sarebbero dubbi: ad uccidere Maria sarebbe stato il suo “orco”, Daniel Ciocan. Il 21enne amico di famiglia sarebbe anche l’ultimo con il quale la Ungureanu ha trascorso la serata prima di essere rinvenuta nella piscina del resort di San Salvatore Telesino (BN) nuda e priva di vita. Cosa è successo realmente? Gli inquirenti avrebbero tra le mani sufficienti elementi che proverebbero la colpevolezza del giovane – che di contro ha sempre respinto al mittente le accuse -, ma nonostante questo Daniel continua ad essere a piede libero. A tal fine la stessa procura ha presentato per ben due volte al gip del tribunale di Benevento la richiesta di arresto a carico dell’uomo ma è sempre stata rigettata. Certa degli elementi contro Ciocan ha quindi presentato ricorso ai giudici del Riesame, i quali si esprimeranno il prossimo 30 marzo. Ancora pochi giorni, dunque, prima di conoscere il destino di Daniel Ciocan, indagato per l’omicidio volontario di Maria Ungureanu e per le violenze sessuali a suo scapito. Nel caso in cui il Riesame dovesse accogliere la richiesta di arresto della procura, il 21enne verrebbe immediatamente condotto in carcere.

Ancora dubbi e contestazioni in merito alla morte di Maria Ungureanu, la bambina romena di nove anni morta in circostanze poco chiare la sera del 19 giugno scorso. La criminologa Ursula Franco e che fa parte del team difensivo di Daniel e Cristina Ciocan, i due indagati per l’omicidio della bambina, in alcune recenti dichiarazioni riportate da Il Mattino ha smentito le ultime parole diffuse dalla stampa in riferimento all’ora ed al giorno dell’ultima violenza subita da Maria Ungureanu. L’esperta ha anche ribadito come negli attimi drammatici in cui la piccola moriva nella piscina del resort di San Salvatore Telesino (a sua detta per un drammatico incidente), i due indagati fossero lontani dal paese. “E’ evidente che alla base dei rigetti delle due richieste di misura cautelare firmati dal giudice per le indagini preliminari Flavio Cusani ci siano solidi motivi”, ha commentato Ursula Franco, riferendosi ai clamorosi “no” del gip del tribunale di Benevento rispetto alle richieste di arresto avanzate dalla procura ed a carico di Daniel Ciocan. Come ricorda il quotidiano, tuttavia, la procura collegava una delle ultime violenze subite dalla bambina trovata morta al sabato pomeriggio, giorno precedente al suo omicidio, sulla base della testimonianza di un’amichetta di Maria Ungureanu e che l’aveva vista oltre che turbata anche con alcune visibili escoriazioni.

Si è a lungo parlato, in questi mesi, della terribile morte di Maria Ungureanu, la bambina di nove anni trovata priva di vita nelle acque della piscina di un resort a San Salvatore Telesino, la sera del 19 giugno scorso. E’ stata uccisa o si è trattato di un orribile incidente? E’ questa la domanda al centro del giallo e che vedrebbe schierati da una parte la procura e la difesa della famiglia della vittima, certi che Maria Ungureanu sia stata uccisa dopo essersi rifiutata di subire l’ennesima violenza sessuale da parte del suo orco, e dall’altra la difesa dei due indagati, per la quale la bimba annegò per un incidente. Nel già inquietante caso che ha sconvolto l’intera comunità di San Salvatore Telesino, si inseriscono anche le violenze subite dalla vittima e considerate “reiterate nel tempo”. Di recente, a tal proposito, il settimanale Giallo aveva riportato uno stralcio della perizia medico-legale dal quale emergevano particolari shock legati alla terribile fine di Maria Ungureanu. Violenze tali da aver provocato nella bambina di origini romene “diverse lacerazioni interne e ferite” anche visibili a occhio nudo. Ma l’aspetto più sconvolgente risalirebbe all’ultimo abuso collocato esattamente al giorno prima della sua uccisione. Per il delitto di Maria Ungureanu sono indagati i due fratelli, Daniel e Cristina Ciocan. Il primo è accusato di omicidio volontario e violenza sessuale, la seconda di concorso in omicidio, rea secondo la procura di aver coperto il fratello in merito agli abusi ma soprattutto al delitto della bambina. Eppure, il gip del Tribunale di Benevento la penserebbe diversamente, tanto da aver respinto per ben due volte la richiesta di arresto avanzata dalla procura, portando quest’ultima a rivolgersi al Riesame di Napoli. Intanto, la guerra tra accusa e difesa prosegue ed a scendere in campo soprattutto dopo le rivelazioni della presunta ultima violenza a carico di Maria Ungureanu e collocata al giorno precedente al suo omicidio, è stata la criminologa Ursula Franco, del team difensivo dei fratelli Ciocan. Lo rivela Il Mattino nella sua edizione online, riportando anche le parole dell’esperta: “Smentisco che ciò che è stato pubblicato negli ultimi giorni riguardo al caso di Maria Ungureanu corrisponda a realtà”. La criminologa ha smentito che la Procura abbia confermato che Maria sia stata vittima di violenze il pomeriggio del giorno precedente alla sua morte. “Maria Ungureanu è stata abusata, secondo i consulenti della procura, 4-5 ore prima che annegasse, in quel momento la bambina si trovava in compagnia di due persone facilmente identificabili e le indagini hanno escluso che si tratti di Daniel e Cristina Ciocan”, ha aggiunto, smentendo anche le parole riportate dal settimanale Giallo e tratte dalla perizia medico legale. “E’ falso”, ha tuonato, in merito alle ferite che sarebbero state riscontrate sul corpicino della vittima. Ursula Franco ha quindi ribadito come la morte di Maria Ungureanu sia sopraggiunta tra le 21:15 e le 23:15, un arco di tempo nel corso del quale Daniel e Cristina Ciocan si trovavano lontani da San Salvatore Telesino, avendo lasciato il paese alle 21:02, come dimostrato dalle analisi delle celle telefoniche.

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