VILLAGGI ALZHEIMER IN ITALIA/ Cosa sono, quanto costano e dove si trovano?

- La Redazione

Villaggi Alzheimer in Italia: in costruzione a Monza, Roma e Varese. Ecco come sono. Le ultime notizie di oggi, 13 marzo 2017, sulle nuove strutture per i malati di questa demenza senile

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Villaggi Alzheimer (da La Stampa)

I “villaggi Alzheimer” sbarcano anche in Italia: il primo in Europa è stato costruito alle porte di Amsterdam, ma presto verranno completati a Monza e Roma, mentre in estate potrebbero partire i lavori per realizzarlo a Cardano del Campo. Si tratta di strutture dedicate alle persone affette da questa demenza senile: a differenza delle Rsa (residenze sanitarie assistenziali), ampliano gli spazi a disposizione per i malati. Non si vive in una stanza, né si è limitati a girare in corridoi, ma si ha a disposizione una vera casa, che può ospitare 8-10 persone, e da cui si può uscire sotto la sorveglianza di strumenti tecnologici. L’area di diverse migliaia di metri quadri è protetta: può essere paragonata ad un piccolo borgo, perché all’interno ospita un supermercato, un bar, una chiesa, un parco, un teatro-cinema e un parrucchiere. Gli operatori tra l’altro circolano senza divisa. I tre progetti italiani, come riportato da La Stampa, hanno preso a modello il villaggio di Weesp, costruito nel 2009. Quello della Capitale sarà gratuito e prevede l’arredo e il raggruppamento in base al profilo scelto. Le case saranno diverse l’una dall’altra, invece, nelle due strutture lombarde. Non sono mancate le critiche: c’è chi paragona i “villaggi Alzheimer” a un Truman show, ma guai a parlare di ghetti. «Lo scambio con l’esterno è fondamentale: supermercato e negozi saranno aperti a tutti» ha spiegato il dottor Marco Predazzi, presidente della Fondazione Il Melo e anima del “Villaggio A” di Cardano. Il progetto richiede un investimento iniziale di 9-10 milioni di euro, ma il capitolo scottante riguarda i costi di gestione. In Olanda i 220 euro al giorno per persona vengono coperti dallo Stato, in Italia invece si spera di non superare i 110 e che arrivi un contributo dal pubblico, mentre il resto dovranno versarlo le famiglie. Per abbattere i costi si riduce il personale, sostituito con la tecnologia. I malati saranno, ad esempio, geolocalizzabili con un cerotto o un orologio. Di notte, invece, ci saranno piste luminose a segnare il percorso per il bagno, mentre un lampadario speciale illuminerà il gabinetto. Tutti artifici per rendere reale la vita per gli ospiti dei “villaggi Alzheimer“.



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