IL FALEGNAME NAZISTA/ Viveva in America: uccise 44 persone in Polonia

- La Redazione

Michael Karkoc ex comandante nazista? Polonia avvia richiesta di estrazione: avrebbe ucciso 44 persone durante la Seconda Guerra Mondiale. Le ultime notizie di oggi, 14 marzo 2017, sull’iter

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Michael Karkoc

La Polonia chiederà l’estradizione per Michael Karkoc, sospettato di essere coinvolto nella morte di 44 polacchi durante la Seconda Guerra Mondiale. Il magistrato Andrzej Pozorski ritiene che sia l’ex comandante di un’unità nazista, coinvolto nella strage di Chlaniow e Wladyslawin: per questo i pubblici ministeri hanno chiesto al tribunale regionale di Lublino di emettere un mandato d’arresto, primo passo verso la richiesta di estradizione.

Il passato da comandante delle SS ucraine di Michael Karkoc fu scoperto dall’Associated Press nel giugno 2013: la Polonia aprì un’inchiesta, ma l’uomo non è mai comparso davanti ai giudici per motivi di salute (venne fornita una dichiarazione medica che lo giudicava “incapace”). Il 98enne, emigrato nel 1949 in America con i suoi due figli, dichiarò di non aver mai sostenuto il servizio militare. E la famiglia ha sempre negato il suoi coinvolgimento in crimini di guerra: «Non può essere considerata una prova il file di un interrogatorio del Kgb del 1968 di dubbia provenienza consegnato all’Associated Press» ha spiegato il figlio Andry Karkoc. Per le autorità polacche, però, l’identificazione è certa: entrato a far parte nel 1941 dell’esercito tedesco, Karkoc si sarebbe distinto come uno dei cadetti più brutali, al punto tale da chiedere il trasferimento nella Legione di autodifesa ucraina, che agiva per conto delle ; fu integrato e scalò in fretta i gradi dell’esercito, poi la fuga negli Usa nascondendo la sua vera identità.

Sono passati 73 anni da quei crimini, ma la giustizia potrebbe finalmente raggiungere il falegname residente in Minnesota e malato di Alzheimer: «Mettere insieme le prove necessarie per incriminare qualcuno di genocidio è sempre un grande successo. Questo caso dimostra che questa possibilità esiste ancora o che è almeno possibile portare i presunti responsabili davanti alla giustizia. Non bisogna mai fermarsi di perseguire i crimini fino a quando esiste anche la minima possibilità che giustizia sia fatta» ha dichiarato il magistrato Andrzej Pozorski. Robert Janicki, procuratore dell’Istituto Nazionale della Memoria, non ha dubbi: «Le prove che abbiamo accumulato, soprattutto i documenti che abbiamo raccolto, ci danno certezza che il falegname sia in realtà l’ex comandante nazista».

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