STUPRI & SEDUTE SPIRITICHE / Torino, il ‘santone’ solo in carcere: nessuna visita dal giorno dell’arresto

- La Redazione

Un ex prof “santone” organizzava sedute spiritiche che erano in realtà stupri: centinaia i filmati usati per ricattare le vittime. La struttura del gruppo e i “riti” contro il malocchio

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Immagini di repertorio (LaPresse)

Durante l’ultima puntata del programma La vita in diretta è stato riservato ampio spazio alla storia del ‘santone’ di Torino ed alle sue presunte vittime. Stando a quanto emerso, dal giorno del suo arresto nessuno si sarebbe recato in carcere a trovarlo. Lui, di contro, avrebbe continuato a chiedere continuamente della moglie. Il programma ha intervistato anche la responsabile del centro antiviolenza al quale la ragazza vittima del santone si sarebbe rivolta per chiedere sostegno. “Abbiamo collaborato con i genitori che si sono rivolti a noi dopo ave notato comportamenti anomali per chiedere consigli in merito”, ha dichiarato la donna. L’esperta ha quindi evidenziato quali sarebbero i campanelli di allarme che non andrebbero mai ignorati: cambiamenti di umore improvvisi, rabbia, isolamento. Prima della denuncia la ragazza è stata sostenuta indirettamente dal centro che intanto lavorava con la sua famiglia. Quando ha conosciuto le operatrici è iniziato un percorso diretto soprattutto legale prima ancora che psicologico. Secondo la responsabile, il senso di colpa spinge molte donne ancora oggi a non denunciare. Alla ragazza vittima di violenza veniva detto ‘purificati o morirai’. Vere e proprio minacce delle quali ora il santone dovrà rispondere, oltre al reato di violenza.

Il caso del santone Pietro Meriglia di Torino è stato affrontato anche dalla trasmissione La vita in diretta nella puntata di oggi con nuovi aggiornamenti ed il commento degli ospiti in studio ed in collegamento. Il riferimento è alle ipotesi che tante donne si sarebbero rivolte a questa figura in quanto non riuscivano ad avere bambini. Dopo le sedute le vittima sarebbero rimaste incinte dal medesimo santone dopo aver subito violenza. Queste sarebbero storie sempre più frequenti anche se al momento non ci sarebbe la conferma ufficiale, eppure, come evidenziato dall’inviato del programma di Rai 1, dall’ordinanza sarebbero emersi dettagli che confermerebbero le orribili ipotesi. Poco alla volta, dunque, starebbe emergendo un quadro terribile e di sudditanza psicologica che nasce chiaramente da situazioni di difficoltà in partenza di queste persone coinvolte. Ai 20 anni di abusi del santone di Torino è stata dedicata un’ampia parentesi nel corso del programma le cui telecamere si sono recate nei quartieri dove avvenivano le sedute a base di stupri. I vicini di casa avrebbero ritenuto il 69enne un uomo insospettabile. Nessuno aveva dunque avuto modo di dubitare di lui e di ciò che faceva ai danni delle sue vittime. “Mai avuto la sensazione che ci fosse qualcosa di poco chiaro e pulito”, ha dichiarato un vicino. Nessuna dichiarazione, invece, da parte del suo difensore in attesa della conclusione delle indagini preliminari.

Nuovi dettagli e storie sempre più cupe a Torino per il caso della setta satanica-spiritica che ha per anni costretto numerose vittime a subire inganni, stupri e violenze d’ogni genere. Non solo, la vittima che ha denunciato il tutto, una giovanissima ragazza, avrebbe raccontato un’altro dettaglio inquietante che contribuisce a capire il clima e il metodo usato dal “santone” 69enne Paolo Meriglia: accanto a lui c’erano complici, vestali, “catalizzatori” che rendevano i sacrifici e gli stupri assai complessi. L’ex fidanzato di questa ragazza pare fosse stato prima vittima e poi carnefice complice nel costringere la sua fidanzata a rapporti e orge con il santone e gli altri complici: «Giorgio – racconta la sua ex fidanzata sotto choc Angela – è stato costretto in apparato a rapporti incestuosi con la madre, anche lei presente alle sedute spiritiche». Come lui altri potrebbero aver avuto una storia simile anche tante altre vittime, con i dettagli e gli scenari che ora sono sotto il vaglio degli inquirenti per delineare al meglio l’intero impianto accusatorio.

Emergono nuovi inquietanti dettagli sul caso degli stupri di gruppo e sedute spiritiche a Torino: pare infatti che alcune donne delle tantissime finite nella rete del “santone” Pietro Meriglia sarebbero rimaste incinta dopo le violenze sessuali. Sono in particolare tre sorelle, ora madri dei figli del 69enne “santone” che si erano rivolte a lui per riuscire ad avere un bambino e per trovare un lavoro; come è avvenuto l’aggancio è ancora più inquietante. Stando al pm, l’uomo cercava donne con gravi problemi personali per poterle convince e circuire già facilmente, con riti purificatori di medicina indiana; le narcotizzava, la sottoponeva a stupri di gruppo proponendosi come guru in gravo di alleviare le sofferenze. Tali pratiche e altri riti avrebbero poi purificato l’ambiente e la loro vita, facendo cacciare la macumba che le vittime erano convinte di essere affette. Inutile dire come l’indagine andrà ancora avanti e proverà a scovare le tante vittime ce pare abbia soggiogato Meriglia con alcuni complici, oltre ovviamente a braccare chiunque abbia partecipato a questi stupri di gruppo per poterlo indagare a fondo.

Gli stupri durante le sedute spiritiche scoperti a Torino stanno facendo riflettere anche sul ruolo dell’educazione rivolta ai giovani. Don Domenico Cravero, psicologo e psicoterapeuta, fondatore della cooperativa sociale “Terra mia” e parroco delle quattro parrocchie di Poirino (Torino), commenta la vicenda all’Agenzia di stampa Agensir. “A Torino – spiega Don Cravero – c’è una tradizione riguardo ai riti satanici, di cui occorre tener presente la portata e dalla quale ci si può difendere anche attraverso l’informazione e l’accompagnamento dei ragazzi, come fanno tutte le parrocchie. Ma nel caso in questione io penso che non sia tanto il rito satanico che si è incontrato con il tema dell’abuso della sessualità, ma probabilmente il contrario: cioè la perversione sessuale che ha usato il rito satanico. E questo è decisamente più grave”. Lo psicologo sottolinea poi l’importanza del lavoro educativo. Quanto avvenuto a Torino, afferma Don Cravero, “deve richiamarci all’enorme compito tipico delle nostre comunità cristiane, che è il prenderci cura dell’amore, cioè della vicenda affettiva nella storia delle persone, perché la corruzione del codice dell’amore, tipico della nostra società a causa del mito dell’amare se stessi a dispetto di tutto e di tutti, dell’autorealizzazione e della cura ossessiva di se stessi, spinge verso certe derive alle quali sono molto sensibili gli adolescenti”.

La vicenda degli stupri e delle sedute spiritiche a Torino è stata commentata anche da monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo della città. Il vescovo, come riporta l’agenzia di stampa Ansa, ha rivolto in particolare un monito ai giovani a fare attenzione a chi vuole “renderli schiavi”. Sono tre gli inviti lanciati da monsignor Nosiglia: “Non lasciatevi rubare la vita da gente che vuole rendervi, in vari modi, schiavi”; “non abbiate paura degli arroganti che, con la violenza e la prepotenza mostrano soltanto, in realtà, la loro debolezza”; “non lasciate soli i vostri compagni e i vostri amici”. In merito a quanto emerso nelle ultime ore sui fatti legati a bullismo e sfruttamento di ragazzi il vescovo ha sottolineato che si tratta di “episodi gravi e preoccupanti, perché dimostrano un atteggiamento che distrugge la libertà e cancella la dignità delle persone, soprattutto negli anni delicati della formazione. Ma è assolutamente necessario non generalizzare questi fenomeni: la grande maggioranza dei nostri ragazzi non è succube di bulli e sfruttatori”.

Sarebbero circa mille i filmati delle “sedute spiritiche” organizzate da un ex prof santone di Torino che, con la scusa di togliere il malocchio, stuprava insieme ad altre persone delle vittime ignare che si erano rivolte a lui per essere “purificate”. I video in questione venivano poi usati per ricattare le persone abusate, che sarebbero circa un centinaio. Dopo i tre arresti emergono nuovi dettagli sull’inchiesta che sta sconvolgendo il capoluogo piemontese. Oltre ai ricatti ci sarebbero state anche delle estorsioni e secondo quanto spiegato i dirigenti della Squadra mobile Marco Martino e Fulvia Morsaniga e riportato dal Corriete.it, nel gruppo ognuno ricopriva un ruolo: “C’erano i maestri, gli apostoli, le vestali, i catalizzatori e le ancelle”. Tra queste ci sarebbe anche la madre del fidanzato della ragazza che ha avuto la forza di denunciare per prima queste violenze e che sarebbe stata offerta al santone come una sorta di “ius prime noctis”. Il quadro che emerge è sconvolgente tra sesso, violenze, stupri, incesti e psicofarmaci. Nei video ora all’esame delle forze dell’ordine si sente il “santone” Paolo Meraglia esprimersi così: “Per il potere di questi angeli io indosso questa potente missione e grazie ad esi porterò al successo le cose che ardo dal desiderio di compiere”.

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