TENTATA RAPINA A PONTE DI NANTO / Oriano Derlesi, suo il Dna: lo conferma l’espero di Yara Gambirasio

- La Redazione

Tentata rapina a Ponte di Nanto, ultime news: è del giostraio Oriano Derlesi il Dna di Ignoto 1 trovato nei pressi della gioielleria, lo dice l’esperto di Yara.

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Immagini di repertorio

Giungono ulteriori conferme in merito al caso della tentata rapina a Ponte di Nanto: il Dna rinvenuto e finora attribuito ad “Ignoto 1” apparterrebbe al giostraio veneziano Oriano Derlesi, a processo dell’assalto avvenuto nel febbraio 2015 alla gioielleria di Robertino Zancan. Una conferma che non rappresenterebbe nessun colpo di scena e che, come rivela Il Corriere Veneto, arriverebbe direttamente dall’esperto che si è occupato del caso di Yara Gambirasio, il genetista Emiliano Giardina. A lui il compito affidato dal tribunale collegiale di effettuare una ulteriore comparazione tra il Dna trovato sul luogo della tentata rapina e quello dell’unico imputato. A tale risultato erano giunti in precedenza anche i Ris di Parma, contro i cui risultati era scesa in campo la difesa di Derlesi che aveva richiesto nuove perizie ed accertamenti nel tentativo di scagionare il proprio assistito. Un vero e proprio “autogol”, come lo definisce il quotidiano veneto, anche se gli esiti della super perizia di parte eseguita dal biologo Pasquale Linarello, lo stesso che portato alla riapertura del caso di Garlasco, non sarebbero stati ancora resi noti. Proprio gli attesi esiti, insieme a quelli già emersi dall’esperto del caso Yara Gambirasio e dai Ris di Parma, saranno discussi nel corso della prossima udienza del processo a carico di Oriano Derlesi.

Il nuovo appuntamento con la giustizia è fissato al prossimo 21 marzo: in quell’occasione in aula si discuteranno le comparazioni del Dna di Ignoto 1 con quello di Oriano Derlesi, il giostraio a processo per la tentata rapina a Ponte di Nanto. L’uomo è in carcere dall’agosto 2015 e di recente è stato investito da una nuova ordinanza di custodia cautelare in seguito ad alcuni assalti ai bancomat. La tentata rapina del 3 febbraio 2015 aveva riguardato una gioielleria davanti alla quale era stato repertato del sangue trovato anche nell’auto usata dai criminali in fuga. Dopo l’alcoltest al quale fu sottoposto Oriano Derlesi, fu comparato il suo Dna con quello rinvenuto sul luogo del tentato assalto portando così a far incriminare il giostraio. Il risultato della comparazione eseguita, rappresenta oggi la prova regina contro l’uomo e che sarà discussa nel corso del processo, a partire dalla prossima imminente udienza.



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