Giornata Mondiale del Sonno 2017/ Il decalogo per dormire bene, anche se poco attuabile… (17 marzo)

- La Redazione

Giornata Mondiale del Sonno 2017, si festeggia la qualità del dormiveglia, la prevenzione a incidenti ed altre patologie secondarie collegate alla carenza di sonno (17 marzo).

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Immagine d'archivio

Venerdì 17, giornata mondiale del sonno: no, non ci sono legami tra queste due date, del tipo “giornata sfortunata, non si esce dal letto” o cose simili. Anzi, è la giornata in cui riflettere su come e quando dormire al meglio nel logorio della vita ultramoderna che ci costringe spesso ad orari impensabili. Il Giornale di Sicilia ha deciso di raggiungere l’esperto del caso per provare a stilare un decalogo sul miglior modo per dormire e i risultati sono secondo noi interessanti ma forse “leggermente” poco attuabili. Luigi Innocenti, fondatore di Astro Italia (azienda che si occupa del riposo su misura) ha consigliato un bel “sonnellino dopo pranzo che aiuta a dormire, ma non deve superare i 20 minuti”. «Le donne dormono poco più degli uomini, per questo risentono di più delle variazioni di luce e stagioni. Man mano che l’età avanza, abitudini maschili e femminili diventano più simili; terzo punto, è vero che non siamo nel nostro letto dormiamo peggio. Quando dormiamo fuori casa, l’emisfero sinistro del nostro cervello è semi-vigile e più attento ai rumori. Per questo, quando si è in hotel, è frequente svegliarsi poco riposati». Secondo l’esperto il quarto consiglio riguarda l’eterno dilemma tra mattinieri e tiratardi: «Sono state identificate dagli studiosi quindici regioni del DNA umano direttamente coinvolte nello svolgimento ritmi circadiani, quelli che fanno sì che alcuni di noi siano particolarmente attivi nelle prime ore del giorno e altri, invece, “ingranino” più tardi». Lo yoga potrebbe aiutare come del resto anche passeggiare durante la giornata, anche solo 15 minuti, favorisce un buon sonno; da ultimo, Il caffè aiuta a stare svegli, ma se il debito di sonno è troppo grande perde la sua efficacia; le conclusioni dell’esperto? «Al di là di queste curiosità e consigli, ognuno di noi sentirà i disturbi di stagione in modo diverso –conclude Innocenti–. Il sonno è una faccenda personale: non esiste la ricetta universalmente giusta per addormentarsi, ciascuno ha i suoi orari, il suo numero ideale di ore di sonno, ciascuno ha le sue preferenze in termini di materasso, che è migliore quando è realizzato su misura, Ascoltare il proprio corpo, dare attenzione ai suoi segnali e assecondarne le esigenze è il consiglio migliore per vivere al meglio l’arrivo della bella stagione». E bravo professore, così ci convinci di più: anche perché, siamo seri, guardiamo alle nostre giornate e diteci, sarebbero realmente possibili quei consigli? 

Tanti auguri ai sognatori e gli insonni, che possono contare su una festa dedicata: la Giornata Mondiale del Sonno 2017. Su iniziativa della World Sleep Society, si vuole ricordare oggi, venerdì 17 marzo, quali sono le regole d’oro per poter dormire al meglio senza disturbi di alcun tipo. Una delle tante piaghe della popolazione attuale, che ha un impatto significativo sul benessere globale della persona. Secondo la statistica, sono infatti 12 milioni i cittadini di tutto il mondo a soffrire di disturbi del sonno, 4 milioni delle quali, sottolinea La Repubblica, sono affetti da insonnia di tipo cronico. Un problema che secondo gli studi clinici peggiora proprio in primavera, e quindi con l’avvicinasi dell’equinozio, dove i nostri ritmi di dormiveglia verranno ulteriormente stravolti. Una problematica che riguarda inoltre anche i più piccoli e di cui sono affetti 2 bambini su 10, in base ad una ricerca dell’Università di Parma.

La qualità del sonno è tenuta in grane considerazione dai professionisti del campo medico. La Giornata Mondiale del Sonno 2017 ci ricorda infatti che molti incidenti stradali vengono provocati dall’assenza di sonno o disturbi ad esso collegati, così come il consumo errato di sostanze ipnotiche per la cura di alcune malattie di tipo cardiovascolare. Lo evidenzia il neurologo Vincenzo Tullo, responsabile dell’Humanitas a capo dell’ambulatorio sulle cefalee, che parla anche della riduzione del rendimento sia sul lavoro che nello studio come effetti collaterali di un sonno disturbato. Fra le principali fonti di stanchezza, ricorda Io Donna, anche l’abuso di caffè e la carenza di sonno. In media, ricorda il neurologo Luigi Ferini Strambi, un adulto dovrebbe dormire fra le 7 e le 8 ore per riuscire a riposarsi in modo adeguato. 

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