OSSESSIONE GENDER/ Video, basta una Bibbia per bambini a scatenare l’anatema in diretta tv

- La Redazione

Bibbia Gender, video: stroncatura di Michela Murgia ai due testi della bibbia per ragazi e ragazze edite dalle Paoline. Commenti, dubbi e stroncatura in diretta a Quante Storie di Ra3

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Foto: LaPresse

Un caso editoriale sollevato dalla scrittrice Michela Murgia nella sua “stroncatura” a Quante Storie su Rai3: è la Bibbia questa volta ad essere sotto le sgrinfie e il giudizio della stroncante sarda, per un motivo assai particolare. In una versione dedicata ai ragazzi che affrontano la prima Comunione, le Edizioni Paoline hanno creato due “nuove” Bibbie, due testi diversi per ragazzi e per ragazze. La prima racchiude tutte le storie maschili dell’opera sacra del cristianesimo e la seconda tutte quelle femminili: come presenta la stessa edizione Paoline sul sito ufficiale, nella Bibbia per i ragazzi sono raccolti brevi racconti sulle figure maschili più o meno famose, di cui sono presenti delle schede introduttive (Adamo, Noè, Abramo, Giacobbe, Giuseppe, Mosè, Giosuè, Gedeone, Sansone, Davide, Elia, Daniele, per l’Antico Testamento; Gesù, Giuseppe, Giovanni Battista, Pietro, Paolo, per il Nuovo). «I fatti più importanti presenti nella Bibbia, le avventure più belle e le imprese più difficili vengono raccontati in modo chiaro e coinvolgente». Nella edizione per Ragazze invece sono raccolti brevi racconti sulle figure femminili (molte delle quali spesso ignorate o assenti nelle altre edizioni della Bibbia per giovani lettori) più o meno famose, di cui sono presenti delle schede introduttive (Eva, la moglie di Noè, Sara, Rebecca, Lea e Rachele, Miriam, Rahab, Debora, Ruth e Noemi, Anna, Abigail, Ester, per l’Antico Testamento; Maria, Elisabetta, Marta e Maria, la peccatrice che profuma i piedi di Gesù, l’adultera, Maria Maddalena, per il Nuovo). «Naturalmente vengono narrati i fatti e le parole più importanti della vita di Gesù, i miracoli più famosi, le parabole più note». Il caso ha scatenato le ire editoriali di Michela Murgia che così ha provato a esporre la vicenda: «Cos’è anche la Bibbia è troppo gender per voi? Non ne abbiamo bisogno, andava benissimo quella che insegna che davanti a Dio siamo tutti uguali. La scelta si rivela quantomeno inopportuna perché proprio da questa sana contaminazione di curiosità e conoscenza emerge la consapevolezza, il rispetto, la stima per quanto l’altro genere ha compiuto nella storia davanti a Dio».

Secondo la Murgia chi aha pensato questa doppia versione o ha preso una cantonata in pieno oppure reputa che la Bibbia tradizionale sia troppo “gender” per non doverla cambiare: «Nemmeno chi produce giocattoli pensa più che col camion giocheranno solo i maschietti e con le bambole solo le femminucce. Immagino il turbamento quando si son resi conto di non poter evitare di mettere Gesù in entrambe». Il caso resta comunque oggettivamente strano, anche se alcuni punti possono essere sottolineati e messi in dubbio rispetto a quanto affermato dalla Murgia: se davvero fosse un’operazione anti “gender” la Chiesa avrebbe allora sostituito l’intera Bibbia con la duplice versione “innovativa”, ma ovviamente così non è successo. Secondo punto, leggendo la presentazione delle Paoline, si legge come i due testi siano nati con l’intento di presentare alcune figure maschili e femminili che di norma vengono messi in secondo piano e che potrebbero rappresentare uno spunto per ragazzi (maschi e femmine) che si ritrovano in un periodo molto particolare della loro giovane fede, l’apprestarsi alla Comunione, ovvero il sacramento per eccellenza della Chiesa Cattolica. Ineccepibile la considerazione della brava scrittrice sarda quando ricorda che di fronte a Dio siamo tutti uguali, più discutibile il passaggio dove si insinua che la scelta sia per formare una Bibbia meno “gender”… 



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