RUDY GUEDE / Omicidio Meredith Kercher: legale di Raffaele Sollecito chiede sua espulsione dall’Italia

- Emanuela Longo

Rudy Guede, ultime news: l’avvocato di Raffaele Sollecito chiede l’espulsione dell’ivoriano dall’Italia al termine della sua condanna per l’omicidio di Meredith Kercher.

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Rudy Guede

Per la seconda volta, Rudy Guede, il giovane ivoriano condannato a 16 anni di carcere in via definitiva per l’omicidio di Meredith Kercher, è tornato a Perugia, la città che fu teatro dell’orrendo delitto a scapito della studentessa inglese uccisa nel 2007. L’uomo ha lasciato il carcere di Viterbo dove sta scontando la sua condanna e nella serata dello scorso 15 marzo è giunto a Perugia, ospite della sua ex insegnante delle elementari che, dall’inizio del caso, non lo ha mai abbandonato. Nei mesi scorsi Guede aveva potuto godere di un primo permesso premio della durata di 36 ore, mentre questa volta avrà diritto a restare con la famiglia che lo ospita fino al prossimo lunedì. In concomitanza con il secondo permesso premio in favore dell’ivoriano Rudy Guede, giungono le durissime dichiarazioni dell’avvocato Luca Maori, uno dei legali che compone la difesa di Raffaele Sollecito, il ragazzo definitivamente assolto per il delitto di Meredith Kercher, così come l’ex fidanzata Amanda Knox. All’agenzia di stampa Ansa.it, il legale ha asserito: “Una volta espiata la sua pena, Rudy Guede deve essere espulso dall’Italia”. Una richiesta che potrebbe presto concretizzarsi su volontà del medesimo legale il quale intende attivarsi chiedendo alla questura di Perugia di avviare le apposite procedure di allontanamento di Guede che, come ribadisce l’avvocato Maori, “non è cittadino italiano”, al termine della sua condanna. “Molti stranieri vengono espulsi dal nostro Paese per reati assai meno gravi di quello di omicidio per il quale è stato condannato l’ivoriano”, ha chiosato l’avvocato di Sollecito. Dopo il suo arresto, l’ivoriano ammise la sua presenza nell’appartamento nel quale fu uccisa la giovane studentessa ma negò sempre una sua partecipazione al delitto, asserendo di essersi trovato in bagno mentre Meredith veniva uccisa. Fino a pochi mesi fa il 29enne confidava nella revisione del suo processo ma la richiesta avanzata dalla sua difesa fu respinta dalla Corte d’Appello di Firenze che lo scorso gennaio ritenne inammissibile l’istanza.



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