Voucher aboliti/ Cdm, “salta referendum”: De Bortoli, ‘tutto fatto per paura’ (ultime notizie)

- La Redazione

Voucher, la decisione della Commissione Lavoro ha già sollevato le prime polemiche, fra chi vede nel decreto un’involuzione e chi chiede il referendum (17 marzo 2017)

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Voucher, Immagine d'archivio

La situazioni legate all’abolizione dei voucher sicuramente ha scatenato moltissime polemiche come si può leggere anche sui social network. Tra questi ha parlato anche il giornalista Ferruccio de Bortoli che su Twitter ha sottolineato: “Abolire i voucher per paura del Referendum. La riforma del lavoro era la migliore? E allora perchè non difenderla e accettare il voto?“, clicca qui per il tweet e per i commenti dei follower. Parole importanti anche quelle di Francesco Seghezzi direttore generale della Fondazione Adapt, questi ha scritto: “Ma se fosse stato ammesso il referendum sull’articolo 18? Avremmo cancellato il contratto a tutele crescenti? Voucher”, clicca qui per il tweet e per i commenti dei follower. Ovviamente nelle prossime ore arriveranno tante altre reazioni a una situazione piuttosto complicata anche da spiegare in un’Italia che è in continuo movimento e pronta sempre a cambiare situazioni anche figlie di momenti particolari.

E’ negativo il giudizio dell’ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi sui voucher aboliti. “Ci si illude che eliminando i voucher si elimini il lavoro occasionale. I lavori occasionali rimarranno e ritorneranno nel nero, com’era prima. Non vedo quale sia il passo avanti”, ha dichiarato infatti Sacconi, in un’intervista a La Repubblica. Secondo Sacconi dunque “l’abolizione dei tagliandi è un passo indietro” anche perché, sottolinea, “stiamo parlando dello 0,3% del marcato del lavoro. In Germania, dove esistono i minijobs con modalità molto simili, costituiscono il 25% del mercato del lavoro e nessuno si scandalizza”. Sacconi è sempre stato contrario all’abolizione dei voucher e ricorda di aver presentato “una proposta di legge che abbassa il tetto delle prestazioni con lo stesso committente da 2.000 a 1.500 euro, che è l’unica cosa che interessa veramente perché un uso eccessivo sostituirebbe un contratto strutturato. Così come ho proposto di liberalizzare i contratti a chiamata che sono stati limitati a pochi casi. Con il rifiuto di ogni mediazione sarà il nero a farla da padrone, perché sui lavori occasionali non si può pensare di accendere un rapporto di lavoro tipico oggi per poi chiuderlo domani o dopodomani. Penso alla raccolta delle olive o alla vendemmia di pochi giorni o ai camerieri che si aggiungono nell’occasione di un matrimonio”.

Con la conferenza stampa post-Consiglio dei Ministri il premier Gentiloni e il ministro Poletti danno l’annuncio ufficiale: “voucher e appalti, le norme nel Jobs Act sono state abolite e per questo motivo il referendum viene annullato”. Annuncio forte anche se atteso dal governo Gentilon che così commenta la decisione in merito di Lavoro: «l’Italia non aveva certo bisogno nei prossimi mesi di una campagna elettorale su temi come questi, era anche l’orientamento maturato nelle ultime settimane in parlamento», ha affermato il Premier Paolo Gentiloni. Ora però viene ribadito l’impegno per provare a formare in tempi brevi una nuovo strumento per regolare in maniera più seria «il lavoro saltuario e occasionale». Gli fa eco il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: «Non c’era in atto nessuna gara con la Cgil, ora però serve una riflessione con i sindacati sul lavoro occasionale. Non guardiamo a quelle esperienze pre-.voucher, ma fare tesoro di quello che succede nel resto d’Europa». Il ministro ha ammesso che “c’è il rischio di avere un po’ di nero in più, ma le imprese devono operare secondo la legge e regolare i loro rapporti di lavoro secondo i contratti». Decreto legge con abolizione voucher e appalti approvato dal Cdm in mattinata con l’unanimità dei voti.

La commissione Lavoro della Camera ha approvato l’eliminazione totale dei voucher e secondo molti si stratta di una mossa strategica per evita re il referendum promosso dalla Cgil, per cui si dovrebbe votare il prossimo 28 maggio. Ma per evitare che le prestazioni occasionali di lavoratori come badanti e baby sitter tornino in nero, il governo starebbe già studiando un nuovo strumento. È quanto dichiarato da Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera, in un’intervista a La Repubblica: “Pensiamo a un nuovo strumento riservato solo alle famiglie e per i lavori occasionali. E poi a rendere più agile il lavoro a chiamata per le imprese”. Si sarebbe potuto lasciare i voucher solo come strumento per la famiglia ma Rosato ha spiegato che questa strada “non faceva superare il referendum” e che sarebbe costata qualche centinaia di milioni alla collettività. Per annullare il referendum il Pd sarebbe disposto ad andare incontro alla Cgil anche sull’altro quesito, come affermato da Rosato: “Accoglieremo la proposta Cgil anche sugli appalti”. Per il capogruppo Pd alla camera non c’è nessuna guerra tra Cgil e Pd, perché “molti dei loro iscritti si avvantaggiano del Jobs Act”.

Verdetto significativo della Commissione lavoro, che ha approvato l’eliminazione integrale dei voucher. Abrogati quindi gli articoli 48-49-50 dei Job Acts, che definivano la disciplina del lavoro accessorio, la definizione e il campo dell’applicazione e il coordinamento informativo a fini previdenziali. La decisione non verrà messa in pratica subito, ma si potrà usufruire di un periodo “bonus” in cui continuare ad utilizzare i buoni lavoro acquistati in precedenza. Il termine ultimo sarà comunque quello del prossimo 31 dicembre. Una volta entrata in vigore la legge, che dovrebbe avvenire nella giornata di oggi, sottolinea La Repubblica, i voucher non potranno più essere venduti. La questione sollevata dalla Cgil, che già aveva annunciato il ricordo al referendum, è stata quindi freddata da una decisione drastica della Commissione. In questo caso si è scelto di eliminare alla radice la problematica, ma qualcuno già paventa, come sottolineato da Patrizia Maestri, relatrice del decreto, che possano ritornare sotto altre forme. 

“E’ la fine dei voucher”, ha sottolineato nell’intervista la Maestri, ma la decisione della Commissione Lavoro ha già incontrato alcune polemiche. Il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha infatti proposto nuovamente di ricorrere al referendum, in modo che si possa dibattere sulla questione. Un atteggiamento simbolico, secondo invece il Presidente della Commissione Lavoo del Senato, Maurizio Sacconi, che ha puntato il dito anche contro i 30 mila assegni previsti per i disoccupati. I dati riportano un dato di 3 milioni di cittadini rimasti senza lavoro, a favore dei quali si scatena in questo modo una battaglia “fra poveri”. L’abolizione del voucher sembrerebbe inoltre comportare un passo indietro rispetto all’evoluzione del mercato del lavoro, come affermato da Sergio Pizzolante, il capogruppo di Area popolare, “soprattutto nei settori dei servizi del commercio e del turismo”. 

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