Gianna Del Gaudio / Antonio Tizzani, perizia dei Ris: non c’è traccia di estranei nella villa (Oggi, 18 marzo)

- La Redazione

Gianna Del Gaudio, ultime news: i Ris di Parma hanno consegnato le loro relazioni al giudice ed alla difesa. Antonio Tizzani, marito della vittima, potrebbe finire in carcere.

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Gianna Del Gaudio

Dopo settimane di attesa, ecco che le indagini per l’omicidio di Gianna Del Gaudio, la professoressa uccisa nella sua villetta di Seriate la notte tra il 26 e il 27 agosto scorso, stanno vivendo l’accelerazione tanto auspicata dall’opinione pubblica. Come riportato dalla versione online de Il Giorno, infatti, nella relazione di oltre cento pagine depositata dal Ris di Parma alla procura di Bergamo sarebbe stata esclusa la presenza di soggetti estranei all’ambito familiare nel luogo del delitto. Questo dato di fatto, se confermato, farebbe traballare non poco la posizione di Antonio Tizzani, il marito di Gianna Del Gaudio, che si è sempre professato innocente addebitando la morte della moglie ad un presunto uomo incappucciato, che però non è mai stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza. In ogni caso, specificano fonti vicine agli inquirenti, l’assenza di tracce di estranei in casa  non basta ad inchiodare Tizzani: il killer di Gianna Del Gaudio potrebbe avere indossato dei guanti.

A quasi sette mesi dall’uccisione di Gianna Del Gaudio, l’ex professoressa in pensione sgozzata nella sua villetta di Seriate nella notte tra il 26 ed il 27 agosto scorso, potrebbe presto giungere il primo importante colpo di scena. Ad oggi, il solo nome iscritto nel registro degli indagati è quello del marito, l’ex ferroviere 68enne Antonio Tizzani, il quale ha sempre respinto i sospetti sul suo conto ed ha prontamente rispedito al mittente ogni tipo di accusa, mediatica e non, che lo ha interessato. A sua detta, infatti, a sgozzare la moglie 63enne mentre lui si trovava in giardino fu un misterioso uomo incappucciato, con tanto di occhiali fotocromatici, baffi chiari e mani scure (o forse solo insanguinate). Qualcuno che in realtà sarebbe stato visto solo dal marito indagato di Gianna Del Gaudio e che sarebbe stato addirittura in grado di sfuggire all’occhio indiscreto delle telecamere. Intanto, il mese scorso sono stati tolti i sigilli dall’abitazione divenuta il luogo del delitto della donna e Antonio Tizzani ha prontamente avanzato il desiderio di farci presto ritorno, auspicando addirittura di parlare con il fantasma della compianta moglie, come dichiarato dallo stesso nel corso di una recente intervista. In contemporanea a tale episodio, come rivelava Il Giorno nella sua edizione online, era stata resa nota la relazione dell’anatomopatologo Andrea Verzelletti, consulente dell’accusa, il quale parlando della lama del cutter rinvenuto a poche centinaia della casa della vittima lo aveva definito “astrattamente compatibile” con le ferite trovate sul corpo di Gianna Del Gaudio. Ciò aveva fatto intendere che quella ritrovata sarebbe potuta essere proprio l’arma del delitto. Sul medesimo cutter, secondo le indiscrezioni era stata ritrovata anche una piccolissima traccia di materiale genetico riconducibile al Dna di Antonio Tizzani. La traccia in questione era al vaglio degli uomini dei Ris di Parma, la cui relazione si attendeva da settimane. Ed è proprio in questo clima di importanti attese che giunge l’ultima novità in merito al delitto di Gianna Del Gaudio, resa nota nella giornata di ieri da L’Eco di Bergamo nell’edizione online: i Ris di Parma avrebbero terminato la loro relazione, già consegnata al gip e agli avvocati difensori di Antonio Tizzani. Gli accertamenti riguarderebbero sia il luogo del delitto di Gianna Del Gaudio che la possibile arma, il grosso cutter ritrovato alcuni mesi dopo a 400 metri dalla villetta. Dopo le prime anticipazioni sulla lama, resterebbe ora da capire se la traccia genetica repertata sull’arma da taglio sia o meno attribuibile all’indagato. A tal proposito, il genetista Giorgio Portera aveva già definito il profilo “parziale” e riportante “difficoltà interpretative”, al contrario della tesi degli inquirenti per i quali apparterrebbe invece al marito della vittima. L’ultima parola, a questo punto, spetterà al giudice il quale nei prossimi giorni dovrà decidere se disporre la misura cautelare nei confronti di Antonio Tizzani, da sempre autoproclamatosi “innocentissimo” rispetto al delitto della moglie.



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