Melania Rea/ Salvatore Parolisi: l’ennesima richiesta, vuole incontrare la figlia di 6 anni

- La Redazione

Melania Rea, ultime news: Salvatore Parolisi chiede di poter vedere la figlia Vittoria. Il fratello della vittima replica duramente alla richiesta dell’uomo.

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Melania Rea e Salvatore Parolisi

La richiesta di vedere la figlia di Salvatore Parolisi, l’ex caporal maggiore dell’Esercito chiamato a scontare una condanna di 20 anni di carcere per avere ucciso la moglie Melania Rea, stupisce fino ad un certo punto. Già in passato, più di una volta, Parolisi aveva chiesto invano di poter incontrare la figlia, che all’epoca dell’omicidio della donna di Somma Vesuviana aveva soltanto un anno e mezzo. Anche in questo caso, a scagliarsi contro Parolisi era stata Michele Rea, fratello di Melania, che come riporta Il Giornale aveva dichiarato:”Ha piagnucolato in aula, come sempre. Ha detto che vuole vedere la figlia. Peccato che sia lui ad aver ucciso sua madre”. La bambina comunque non ha mai mostrato la volontà di incontrare il padre, e già un paio d’anni fa rifiutò di incontrare Parolisi:”È serena, sa tutto quello che è successo alla madre, gli psicologi ci hanno detto di farla crescere nella verità”.

Non smette di stupire Salvatore Parolisi, l’ex caporal maggiore dell’Esercito condannato a 20 anni di carcere per l’omicidio della moglie Melania Rea. La donna di Somma Vesuviana fu uccisa violentemente il 18 aprile 2011 nel bosco di Ripe di Civitella. Dopo aver goduto di un importante sconto di pena, l’uomo ha ora chiesto al Tribunale dei Minori di Napoli di poter avere dei contatti con la figlia Vittoria, di appena sei anni e mezzo, incontrandola secondo le modalità protette o sentendola telefonicamente per due volte a settimana. Una richiesta che ha fatto non poco indignare il fratello di Melania Rea, Michele, intervenuto di recente sulle pagine del settimanale Giallo: “Non riesco a capire con quale coraggio Salvatore Parolisi si sia presentato di nuovo davanti ai giudici per chiedere di poter vedere la figlia”, ha tuonato. Intanto, la decisione dei magistrati sulla richiesta avanzata da Parolisi è stata rinviata. Nei giorni scorsi, il giudice ha dato l’ok ai servizi sociali affinché valutino attentamente la situazione e presentino una apposita relazione, dalla quale dipenderà la decisione dei giudici. La risposta è attesa tra pochi giorni, con l’inizio del nuovo mese. Secondo Michele Rea, fratello della mamma uccisa, le motivazioni presentate da Salvatore Parolisi per tentare di convincere i giudici a permettere di poter avere dei contatti con la figlia, altro non sono che “un susseguirsi di menzogne”. Solo dopo il delitto di Melania Rea, infatti, l’uomo avrebbe tirato in ballo i sentimenti verso la figlia. “Ha persino il coraggio di sostenere di essere un buon padre e di avere il diritto alla genitorialità”, commenta oggi, con estrema rabbia, Michele. Tale diritto, ricordiamolo, a Salvatore Parolisi è stato revocato dai giudici in occasione della condanna definitiva per l’omicidio della moglie. “Forse è il caso che qualcuno gli ricordasse che non è mai stato un buon padre”, ha aggiunto il fratello della vittima, raccontando un episodio piuttosto significativo in tal senso. Quando la piccola Vittoria nacque, infatti, Parolisi non era presente. Furono gli inquirenti ad accertare che in quel frangente l’uomo si trovava a letto con la sua amante. “Un buon padre non si perderebbe mai la nascita del proprio figlio”, ha dichiarato Michele che insieme all’intera famiglia, dopo l’omicidio di Melania Rea si è preso cura della bambina. Oggi Vittoria, anche grazie all’aiuto degli specialisti, ha ritrovato il suo equilibrio che la famiglia Rea vuole a tutti i costi difendere. Come rivela Michele, è Vittoria, ora, a non cercarlo affatto: “Oggi lei è una bambina felice. Più volte ci ha detto che il padre sta bene in carcere e che è lì che deve rimanere”, ha chiosato il fratello di Melania Rea, ribadendo come la nipote non voglia più sapere nulla del padre, “un assassino pericoloso e crudele, in grado ancora di fare del male”, come stabilito dagli stessi giudici.



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