LA CORRUZIONE RENDE INFELICI/ Raffaele Cantone: “attenzione, spesso è anche un alibi”

- Silvana Palazzo

La corruzione rende infelici: la tesi di Raffaele Cantone, che precisa: “Spesso è anche un alibi”. Le ultime notizie di oggi sul presidente dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione)

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Raffaele Cantone (Foto: LaPresse)

La corruzione rende infelici, parola di Raffaele Cantone: così il presidente dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) ha motivato il primo posto della Norvegia nella classifica dei Paesi più felici al mondo. La corruzione lì, infatti, è ridotta al minimo e questo è un aspetto importante, perché «incide su tutto ciò che dobbiamo fare: dalla richiesta di una concessione alla partecipazione a un appalto. Incide su ogni cosa, su ogni aspetto della vita, anche sulla felicità». Intervenuto nel forum di Agi “Viva l’Italia” sulla lotta contro la corruzione, Cantone ha però precisato che però non è la spiegazione a tutti i problemi italiani: «Nel nostro Paese c’è una sovrastruttura ideologica per cui tutto è colpa della corruzione anche quando questa non c’entra niente». La corruzione spesso diventa un alibi e per fare un esempio il presidente dell’Anac ha citato chi partecipa ai concorsi pubblici: «Se poi non lo vince dà la colpa alla corruzione». La felicità, però, per Raffaele Cantone dipende anche dalla fiducia dei cittadini nelle istituzioni, del resto oggi la politica è il mezzo della corruzione, non più il fine. Il politico rappresenta, infatti, per la corruzione uno «strumento per far ottenere vantaggi a gruppi di potere». 



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