TRONY FALLITO/ Negozi Roma, tre arresti per bancarotta e crac da 100milioni: ‘non ci sono paragoni’…

- Niccolò Magnani

Trony fallito, negozi Roma: tre arresti per bancarotta fraudolenta e crac da 100 milioni di euro. Arrestato ex ad del Gruppo Edom, ultime notizie di oggi 21 marzo 2017, soldi a San Marino

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Trony, immagini di repertorio (foto da Lapresse)

“Trony, non ci sono paragoni”. Di certo fa sorridere oggi sentire il famoso gingle della maxi catena di elettronica tra le più importanti d’Italia: i negozi di Roma vivono un momento di gravissima crisi dopo il fallimento dell’azienda che li gestiva e le ultime novità sul fronte giudiziario che non fanno certo sorridere. Tre persone, tra cui l’imprenditore capo Alessandro Febbraretti, sono state arrestate nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento del Gruppo Edom, titolare dei negozi Trony nella Capitale. L’accusa? In pratica l’imprenditore, dominus del marchio a Roma e altri due commercialisti sono accusati di aver sottratto circa 9 milioni di euro dal gruppo causandone il fallimento. L’operazione chiamata “il cigno” – come era soprannominato lo stesso faccendiere, già indagato per vicende legate con alcuni filoni staccati di Mafia Capitale – ha portato all’arresto oggi le tre persone che avrebbero provocato un crac generale da 100 milioni di euro. Purtroppo tale crisi ha portato alla chiusura di alcune strutture e soppiatto al licenziamento di 180 dipendenti, ora del tutto decisi a fare causa contro gli ex vertici del gruppo che controllava Trony Roma.

Nel focus pubblicato oggi al Corriere della Sera-Roma si scopre come la frode del gruppo Trony a Roma ha in realtà origini lontane nei mesi: «il dissesto della Edom è stato provocato dai cento milioni di debiti accumulati nei confronti dell’Erario, frutto di un’enorme evasione fiscale per la quale Febbraretti, già arrestato nel dicembre 2013, è stato condannato in primo grado a tre anni e dieci mesi di reclusione (oltre al sequestro di immobili per più di nove milioni)», riporta il focus sul fallimento della società. Addirittura sono stati 8 i megastore chiuso e ben 180 dipendenti lasciati a casa, presso le strutture di Ponte Milvio, Oceano Pacifico, Vigna Stelluti, via Tiburtina, Romanina, via Appia, Bufalotta, Cinecittà 2. Non solo, le Fiamme Gialle hanno anche scoperto come i tre accusati arrestati hanno prima dismesso i panni delle cariche ufficiali all’interno della società, e poi hanno comunque continuato ad occuparsi degli affari nonostante vi fossero altri consiglieri nominati. «Le casse dell’azienda sono state svuotate attraverso sistematici, ripetuti e ingenti prelievi di denaro contante dai conti societari mediante l’alterazione della contabilità», secondo il Nucleo Valutario, come riportati dal Corriere della Sera. Con società fittizie trasferite addirittura a San Marino, gli indagati hanno fatto sparire al momento fino a 9,5 milioni di euro dal fondo Edom, portandolo appunto al fallimento.



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