Giovani italiani mammoni/ Diventano indipendenti a 40 anni: ecco i dati di una ricerca

- Stefania La Malfa

Giovani italiani mammoni: i ragazzi italiani diventano indipendenti a quasi 40 anni. I dati e l’allarme lanciato dalla Fondazione Visentini. Oggi, 22 marzo 2017

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Lapresse

I ragazzi italiani impiegano sempre più tempo per costruirsi la propria indipendenza economica e autonomia finanziaria: al momento i giovani tagliano questo traguardo intorno ai 40 anni ma in futuro l’età si alzerà ulteriormente. L’allarme sui giovani e il lavoro arriva dalla Fondazione Visentini che ha presentato oggi uno studio all’Università Luiss di Roma. Si tratta del Rapporto 2017 su “Il Divario generazionale tra conflitti e solidarietà”, che attraverso un Indicatore del Divario Generazionale compie un’analisi e definisce uno scenario dell’Italia al 2030. La Fondazione Visentini che svolge attività in campo giuridico economico con l’obiettivo di promuovere i valori della cultura d’impresa. Nello studio si spiega, come riportato dall’agenzia Dire-Sir, che “se un giovane di vent’anni nel 2004 ha impiegato 10 anni per raggiungere l’indipendenza economica, nel 2020 ne impiegherà 18 (arrivando quindi a 38 anni) e nel 2030 addirittura 28: “diventerebbe, in sostanza, grande a cinquant’anni”.

La domanda che il rapporto si è posta è: “Si può parlare, per i millennials, i nati alla fine del secolo scorso, di “generazione perduta”, appellativo che fu in precedenza attribuito ai loro genitori?”. La risposta è no, spiega la Fondazione Visentini, anche se è alto il rischio di una deriva. I giovani vivono in una società costruita e gestita a misura delle generazioni ‘mature’ e questo preclude la speranza di un benessere futuro. Quella attuale è “una società “dominata” dai baby boomers che hanno goduto di una confortevole gioventù e che oggi approdano a una confortevole vecchiaia da silver boomers”. E’ una questione di “divario generazionale” per la quale la Fondazione Visentini propone anche soluzioni. Per risolvere il problema bisogna innanzitutto rifarsi ai principi di solidarietà (art. 2) e di uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione (art. 3): devono quindi essere rimosse le condizioni di diseguaglianza che impediscono di essere uguali di fronte alla legge e di esercitare gli stessi diritti, sia civili che sociali.



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