MAURIZIO STECCA / Attentato di Londra: pugile italiano a pochi metri dall’attentatore

- Emanuela Longo

Maurizio Stecca, il campione di pugilato era a Londra ieri mentre andava in scena il nuovo attacco terroristico. L’attentatore a soli 10 metri dalla squadra italiana.

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Maurizio Stecca, Facebook

Il campione di pugilato italiano, Maurizio Stecca, medaglia olimpica ai Giochi del 1984, è tra i nostri connazionali che nella giornata di ieri sono caduti nel terrore in seguito all’attentato di Londra. Lo sportivo, come riporta Corriere.it, ha raccontato a Radio Radio i momenti di panico e la consapevolezza di essere a sole poche decine di metri dall’attacco che si è consumato Westminster, diventandone suo malgrado testimone oculare. Il pugile si trovava insieme alla squadra dell’Italia Thunder quando ha iniziato ad udire le urla di terrore, trovandosi a pochi passi dall’attentatore armato di coltelli. Sotto i suoi occhi, l’aggressore ha aggredito una guardia, prima di essere abbattuto da un agente in borghese. “Sembrava di stare in un film”, ha raccontato. L’intervento dell’agente in borghese è stato provvidenziale per Maurizio Stecca, il quale ha potuto notare come l’attentatore stesse per avanzare verso di loro, immaginando il peggio. Tutto si è consumato ad appena 10 metri dall’Italia Thunder di pugilato, la quale si trova a Londra in attesa dell’incontro con i British Lionhearts di oggi, in occasione delle World Serie of Boxing (Wsb). Per tale ragione erano ospiti in parlamento, mentre sotto i loro occhi si consumava l’ennesimo attacco terroristico. “Ho visto tutta la scena e anche il poliziotto accoltellato, si è rialzato ha cercato di correre via e poi si è di nuovo accasciato”, ha raccontato Stecca. Il campione di pugilato ha poi ricordato come dopo l’attentato, l’intera squadra azzurra e altri parlamentari siano stati radunati dalle guardie in una stanza piccola e messi così in sicurezza. Oggi, sopravvissuto all’attentato di Londra, Maurizio Stecca può dirlo chiaramente: “È una scena che non dimenticherò mai”. Fortunatamente lui e la sua squadra formata da dieci ragazzi, tutti maggiorenni, stanno bene, sebbene psicologicamente oggi sarà difficile affrontare gli incontri con il giusto stato d’animo.



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