SCIOPERO TAXI / Oggi 23 marzo 2017: disagi e presidi in tutta Italia ma a Parma servizio regolare

- Silvana Palazzo

Sciopero Taxi oggi, 23 marzo 2017: stop nazionale, orari e informazioni. Le ultime notizie e gli aggiornamenti. Le Iene fanno un’inchiesta sui tassisti e si chiedono: “Sono una lobby?”

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Roma, pagano il tassista, poi lo aggrediscono per rapinarlo

Lo sciopero dei taxi prosegue in tutta Italia, sebbene con qualche interessante eccezione. Mentre in quasi tutte le maggiori città si registrano disagi dovuti proprio all’assenza di macchine bianche in circolazione (salvo la presenza di quelle che hanno garantito il servizio per casi specifici), ci sono anche città come Parma dove la situazione, almeno sul fronte taxi, è apparsa tranquilla per l’intera giornata. Lo rende noto il quotidiano Gazzetta di Parma che rivela l’assenza di effetti dello sciopero dei taxi in città, dove il servizio si è svolto con regolarità. A spiegare la decisione dei tassisti di Parma a non aderire alla protesta nazionale è stato Roberto Ravasini, presidente del Consorzio Radiotaxi, il quale ha ricordato: “I tassisti di Parma aderiscono a sigle che hanno deciso di continuare a trattare con il governo. E anche la logica dice che se c’è un dialogo in corso, è meglio aspettare gli sviluppi per vedere se si arriva a definire una soluzione”. A sua detta, dunque, la decisione di scioperare a tutti i costi porterebbe solo ad ulteriori danni alla loro stessa categoria che deve invece costantemente impegnarsi per il bene dei clienti e della cittadinanza. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

E’ una giornata di disagi e lunghe attese, quella odierna, in occasione dello sciopero nazionale dei taxi. Nella sola città di Bari, i conducenti di taxi che hanno aderito all’agitazione si attestano attorno al 90%. E’ quanto fa sapere l’agenzia di stampa Ansa citando fonti sindacali. Il presidio iniziato questa mattina in piazza Prefettura, proseguirà fino a tarda sera, intorno alle ore 22:00 circa. E così, anche in Puglia va in scena la maxi protesta dei taxisti contro il servizio di Uber e nello specifico per dire di no “all’esercizio abusivo dell’attività di noleggio con conducente e del servizio taxi, contro la concorrenza sleale di Uber”. Anche a Bari, nonostante lo sciopero di oggi, i taxi restano un servizio garantito per i disabili e i servizi sociali. A tal proposito, sono assicurate 20 auto in stazione e 20 in aeroporto. Inferiore, rispetto a quella barese, l’adesione dei taxisti alla protesta nella città di Firenze: in questo caso si parla di una percentuale che oscilla tra il 60 ed il 70%. E’ quanto rivela La Nazione nella sua edizione online, dove le auto bianche in circolazione sono comunque in numero ridotto rispetto al consueto. Anche in questo caso però, nonostante lo sciopero in atto, sarà garantito il servizio per il trasporto di anziani, portatori di handicap e malati. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

Sono tanti i presidi attivi con proteste e disagi presso le principali piazze italiane: lo sciopero confermato dei taxi sta portando numerosi problemi ai clienti che sono fuori da stazioni e aeroporti ma non vengono caricati su dai tassisti parcheggiati in sciopero. A Roma il corteo più massiccio che è partito qualche ora fa dal Colosseo: l’intera manifestazione arriverà in piazza Madonna di Loreto dove si terrà un’assemblea nella quale i sindacati informeranno i tassisti delle ultime novità ha prese ieri durante la riunione con il governo. Poi è la volta di Milano con le auto bianche in protesta anti-Uber e Ncc presso la stazione Centrale e l’aeroporto di Linate; a Napoli centinaia di tassisti in sciopero con un corteo partito pochi minuti fa da Porta Capuana e diretto fino alla Prefettura in Piazza del Plebiscito. Adesione massiccia e qualche momento di tensione tra gli stessi manifestanti e i cittadini, come a Torino dove il presidio di circa 300 persone a Piazza Castello vede sfilare le auto bianche fino alla Regione e alla Prefettura, dove rimarranno parcheggiati fino alle 22 di questa sera (termine ultimo dello sciopero taxi nazionale). (agg. di Niccolò Magnani)

Come scontentare tutti. L’accordo di massima tra Taxi e Governo per scongiurare lo sciopero di oggi – la protesta è lo stesso selvaggia fino alle 22 quest’oggi con disagi ingenti a Milano, Roma, Napoli e Torino – ha spaccato il fronte sindacale delle auto bianche e allo stesso tempo ha deluso fortemente il settore contestati dai tassisti, ovvero Uber e Ncc. «Questa proposta di decreto è molto deludente perché non guarda al futuro ma limita ulteriormente il mercato confondendo le regole e riuscendo a non accontentare alcuna delle parti coinvolte», ha scritto in una nota l’app tecnologica di Servizio Noleggio con Conducente questa mattina. Uber non è per nulla convinta e ritiene che il decreto preparo dal Governo sia troppo “schiacciato” a favore dei tassisti e troppo poco a favore della liberalizzazione del mercato, dunque penalizzante per Uber. «Una vera riforma dovrebbe aprire a nuove soluzioni di mobilità per i consumatori, anche a basso costo, mentre questa proposta fa esattamente l’opposto e rischia di lasciare senza lavoro decine di migliaia di professionisti del noleggio con conducente». (agg. di Niccolò Magnani)

Lo sciopero dei taxi nazionale in corso oggi non è consueto come modalità: ieri infatti un accordo di massima è arrivato nell’ultimo tavolo tra Ministero Trasporti e sigle dei tassisti, anche se con una bozza. Ai tassisti è stato offerto un tempo di 10 giorni massimo per poter dare una risposta in merito e firmare l’accordo, intanto però molte sigle si sono divise sull’effettuare o meno lo sciopero di oggi, decidendo alla fine di confermarlo anche senza l’accordo di tutti. Risultato? Oggi le città italiane vedono lo stesso pochissimi taxi in giro. Spiegazioni? Semplice, la paura di ritorsione dei tassisti stesso, come spiega il leader di UriTaxi Loreno Bittarelli. «Ci sono poche auto in giro anche perché i tassisti hanno paura di ritorsioni da parte di chi sta facendo lo sciopero»; il fronte sindacale spaccato, le strade mezze vuote e una situazione per l’immediato futuro di lotta anti-Uber e Ncc assai complicata. La Cgil parla di servizio taxi interrotto e fermo in tutta Italia, «ringrazio i tassisti che si stanno adoperando per fornire il servizio alle fasce deboli e chiediamo scusa agli utenti per i disagi», scrive Nicola Giacobbe (Unica Taxi Cgil). Ma intanto la rabbia del pubblico sale sempre di più, specie nelle stazioni di treni e aeroporti dove la mancanza di auto bianche sta generando non pochi disagi. (agg. di Niccolò Magnani)

Un altro giorno senza taxi: oggi, giovedì 23 marzo, dalle 8 alle 22 è previsto lo sciopero nazionale dei tassisti, salvo il rispetto delle fasce di garanzia. Alle 10 si riuniranno in piazza del Colosseo per raggiungere tutti insieme piazza Madonna di Loreto, dove è in programma un’assemblea. Nel frattempo continua il confronto: il Ministero dei Trasporti ha presentato una bozza del decreto ai sindacati: dovrebbe scongiurare l’esercizio abusivo del servizio taxi e noleggio con conducente o comunque le pratiche che non rispondono ai principi che regolano la materia. I sindacati avranno dieci giorni di tempo per presentare le loro osservazioni. L’ufficialità dello sciopero è arrivata comunque da Alessandro Atzeni, di Uil Trasporti: «La protesta non esclude la proposta, abbiamo preso atto della buona volontà del Governo di ripristinare il rispetto delle regole del settore contro l’abusivismo».

Le Iene hanno dedicato un servizio sulla vicenda dei Taxi contro Uber: nel servizio andato in onda ieri su Italia 1 Marco Maisano ha provato a spiegare cosa c’è dietro la protesta dei tassisti e quindi ha raccontato come la vicenda si è evoluta. Si parte dalla spiegazione dei servizi offerti da Uber, contro cui i rappresentati dei tassisti si sono opposti. L’innovazione proposta è il motivo dello scontro: qual è il problema? Le licenze si pagano, e anche caro, mentre gli autisti Ncc non hanno bisogno di licenze e possono operare ovunque in Italia. Tutti, però, hanno il loro tornaconto in questa situazione di stallo e l’inviato de Le Iene ne approfitta per scattare una fotografia della situazione in cui versano i tassisti, i quali – ad esempio – hanno spinto per l’abolizione dell’obbligo delle ricevute fiscali e sono restii a ricevere pagamenti con carta. Secondo un ex tassista intervistato da Le Iene quella dei tassisti è una lobby che «condiziona i governi a colpi di scioperi e ha un peso elettorale». Dall’inchiesta è emerso che l’obiettivo dei tassisti è duplice: conservare il monopolio e mantenere un pazzesco sistema di evasione fiscale. Clicca qui per vedere il servizio.

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