Miles Soloman/ Lo studentello nerd corregge la NASA: “i dati delle sonde non hanno senso”

- Fabiola Iuliano

Miles Soloman è lo studente 17 enne che ha corretto la Nasa: nel corso di un progetto per la scuola, l’adolescente ha riscontrato delle anomalie sui dati della stazione orbitante

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Una lavagna piena di formule matematiche (e non solo)

Ha fatto il giro del mondo la storia di Miles Soloman, un 17enne inglese che, nel corso di un progetto scolastico, ha studiato e corretto alcuni dati della Nasa. Lo studente, un genio della matematica del liceo Tapton di Sheffield, ha infatti partecipato a uno studio organizzato dall’Istituto per la ricerca nelle scuole del Regno Unito, una ricerca  dal titolo TimPix che ha dato la possibilità a molti ragazzi di esaminare alcuni dati registrati a bordo della Iss. Miles si è ritrovato quindi di fronte a quelli che, nel corso di un’intervista rilasciata a Bbc Radio 4, ha definito “lunghe liste di tabelle”, codici numerici da analizzare alla ricerca di alcune tendenze o semplicemente in attesa di riscontrare qualche anomalia. Miles, proprio nel corso dello studio dei codici, ha notato qualcosa di particolarmente singolare, un risultato errato che lo ha spinto a contattare la Nasa via mail per informare gli addetti ai lavori del piccolo intoppo riscontrato. “Nasa, il sensore che raccoglie i dati sul livello di energia che colpisce la Iss fornisce una misurazione assurda quando le radiazioni sono pari a zero”, ha reso noto lo studente nella sua segnalazione, dove ha inoltre spiegato che “Se nessuna radiazione colpisce il sensore, il livello di energia corrispondente non può essere -1 come invece segna” in quanto “L’energia non può essere negativa”. Gli scienziati, di fronte alla scrupolosa osservazione dello studente, hanno rivelato di essere già a conoscenza del problema, un’anomalia del sensore che si riscontra soltanto un paio di volte all’anno, ma Miles Soloman, dati alla mano, ha evidenziato invece che l’errore si registra diverse volte al giorno, una scoperta che ha lasciato gli esperti dell’agenzia spaziale sbigottiti, ma che è frutto di un’osservazione originale. Miles Soloman, al contrario di quanto fatto dagli altri studenti, è infatti partito dai risultati e non dai dati in suo possesso, così come riporta Paolo Virtuani per IlCorriere.it: “Quando ho avuto le tabelle in mano – ha infatti affermato lo studente – al posto di guardare dato per dato sono partito dal fondo, dal livello più basso di energia: mi sono accorto subito che qualcosa non quadrava”.



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